Bellizzi, intervista al candidato sindaco Rolando D’Alessio

Bellizzi, rolando d'alessio

In vista delle elezioni amministrative di Bellizzi, che si terranno il 26 maggio, la redazione di Zerottonove.it ha incontrato e intervistato il candidato sindaco Rolando D’Alessio (lista “Cittadini in Primo Piano”)

L’intervista al candidato sindaco di Bellizzi, Rolando D’Alessio.

Qual è la sua esperienza politica e la sua idea di politica?

“La mia esperienza politica non è lunga, in effetti sono pochi mesi che sono in politica. La mia idea di politica, dichiarata anche negli interventi pubblici, è di costruire qualcosa intorno al cittadino. Politica viene dalla parola greca “pòlis” (città), “polìtes” è il cittadino, quindi la politica deve essere costruita intorno al cittadino, ai bisogni della gente.”

Condivide la linea del governo attuale? Si schiera in un partito politico nazionale?

“La nostra è una lista civica di centro-destra. Ci sono delle cose che condivido, ma francamente altre mi lasciano un po’ perplesso, come l’immigrazione, che sicuramente deve essere controllata, ma non si possono chiudere le porte a queste persone, che per necessità, molte volte, lasciano posti del mondo a volte malfamati per cercare il benessere che vedono per televisione o su internet. Ma il rispetto delle regole, l’osservanza delle leggi, il diritto alla proprietà privata sono le cose che condivido” [col programma del centro-destra, n.d.r.].

Anche a Bellizzi ci sono molti cittadini extracomunitari…

“Io rispetto molto queste persone, perché sono la manodopera in una terra come la nostra – dedita soprattutto all’agricoltura – senza la quale non si potrebbe fare altrimenti. Ci stanno aiutando, anche se alcuni fanno delle discriminazioni e questo non è possibile: siamo stati anche noi emigranti, i nostri genitori e i nostri antenati lo sono stati e ci dobbiamo ricordare di questa esperienza. Sono persone che, tra l’altro, sono tranquille, mi sembra che rispettino abbastanza le leggi – uso l’avverbio abbastanza perché capita sempre qualche episodio – però è gente tranquilla che vuole solo lavorare per sopravvivere. Anche a loro andrà la mia attenzione, e a tutte le fasce meno abbienti della società.”

Come ha visto Bellizzi evolversi e come pensa che cambierà nei prossimi anni?

“Se continuiamo di questo passo non cambierà assolutamente, anzi, molti dichiarano apertamente – e io sono in parte d’accordo – che la città, per certi versi, è ferma e non ha sbocchi, né dal punto di vista economico, imprenditoriale, commerciale, né dal punto di vista sociale. La città io la conosco da quando era un villaggio, sono sempre stato a Bellizzi: era un villaggio con strade non asfaltate, con pozzanghere, e io giocavo per la strada quando ero piccolo. È cambiata tantissimo, è stata trasformata, evidentemente ci sono state delle amministrazioni che hanno fatto delle cose buone per il paese, ma ci sono stati tanti anni anche di cattiva gestione.”

Cosa principalmente non condivide dell’amministrazione attuale?

“Soprattutto non condivido il modo assolutistico di gestire l’amministrazione comunale. Si pretende di gestire con limitate competenze la macchina amministrativa che è abbastanza complessa e necessita di competenze specifiche per poter creare delle opportunità per i cittadini.”

C’è qualcosa che invece condivide, su cui pensa che abbiano fatto bene?

“Francamente non me ne viene in mente nessuna, forse sarà un vuoto di memoria. Ma non lo faccio per discriminazione o per offesa… ci sarà sicuramente qualcosa di buono, però al momento non mi viene in mente.”

Quale sarebbe il primo punto o i primi punti più urgenti su cui si metterebbe subito a lavoro il sindaco Rolando D’Alessio?

“Innanzitutto darei un’importanza particolare ai giovani, cosa che si proclama durante le campagne elettorali, ma che non viene messa in atto, perché i giovani poi si abbandonano. Non vorrei che, soprattutto persone colte, persone istruite, cervelli che servono alla nostra economia e società debbano alzare i tacchi e andare a cercare fortuna fuori. Ho dichiarato che intendiamo creare dei punti di aggregazione, delle infrastrutture tali da poter avere delle ricadute economiche sul nostro territorio, per dare occupazione ai giovani ed anche ad altri meno giovani che hanno necessità.”

Ci sono state molte critiche mosse dall’opposizione che affermano che lei è stato strumentalizzato da parte di alcune persone che volevano riemergere sotto la forma del “nuovo”. Come risponde a queste critiche?

“L’opposizione è sempre pronta a creare delle polemiche, a creare delle storie ad hoc per tentare di mettersi in luce, evidentemente queste polemiche vengono create perché la nostra opposizione la vedo priva di contenuti, non ha modo di comunicare contenuti perché non ne ha, e quindi ricorre alle ingiurie, alle offese, cercando di denigrare la parte opponente. Io non sono il sindaco di nessuno, sono il sindaco di tutti, se sarò eletto. Nessuno mi ha messo al mio posto, la mia candidatura è frutto di un percorso intellettuale personale che mi ha portato ad accettarla. Io non sono schiavo di nessuno, che questo sia ben chiaro.”

Qual è il rapporto di Rolando D’Alessio con Pino Salvioli?

“Il mio rapporto con Salvioli è eccezionale, stupendo, l’ho rispettato come sindaco, come amministratore, lo rispetto come uomo. Nell’ultimo comizio ci siamo abbracciati senza nessun problema, non ci sono stati mai screzi.”

Volpe ha un buon rapporto con De Luca. Nel caso in cui lei dovesse vincere, immagina che Bellizzi possa essere da un certo punto di vista isolata, anche in termini di fondi, considerando anche che Bellizzi non ha la stessa potenza economica di città molto più grandi come Salerno?

“Il nostro programma è quello di formare un gabinetto per l’intercettazione di fondi europei, soprattutto. Abbiamo studiato, abbiamo creato progetti di infrastrutture anche importanti, se ci sarà dato riscontro dal punto di vista dei finanziamenti. Io non ho inimicizie particolari con nessuno, né tanto meno con il sindaco Volpe o con il governatore Vincenzo De Luca. Problemi non ce ne sono, non ci sentiamo isolati, assolutamente. E anche se ci dovessero essere da parte loro delle riserve nei nostri confronti, le cose cambiano: adesso il vento è già cambiato, arrivano venti di centro-destra: le elezioni regionali sono l’anno prossimo. Già con le elezioni europee cambieranno parecchio le cose: se effettivamente si dovessero confermare coloro che sono oggi il maggior partito italiano, certi tipi di equilibri cambieranno sicuramente da subito.”