Summer Sport 2012 intervista esclusiva all’organizzatore Giò Caruso.



Opportunità e potenzialità di un territorio affascinante come quello della Costiera Amalfitana.

 

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Al via l’edizione Summer Sport 2012 dove  ben 11 saranno le discipline sportive praticate, una vera e propria miniolimpiade.  La manifestazione, supportata dall’ ASD Costiera e Monti Lattari, è organizzata dai ragazzi del progetto di rete, di Politiche Giovanile “La Costiera dei Giovani”, che comprende ad oggi i Forum di Amalfi, Cetara, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Scala e Tramonti.

Dal 25  Giugno al 29 Settembre ci sarà spazio per calcio a 5, Karate, Beach Soccer, Tennis, Trail, Beach Tennis, Pallavolo, Pallacanestro, Beach Volley, Pallanuoto e Ciclismo. La Costiera non poteva farsi trovare impreparata ed è pronta a regalare ai giovani un’estate non solo di sport, ma anche di assoluto divertimento. Intanto, la manifestazione continua a crescere e quest’anno ha stretto altre importanti partnership, come il Patrocinio del Coni Salerno, della UISP Salerno e del Forum Regionale della Gioventù.

Oggi, abbiamo intervistato Giò Caruso, il responsabile organizzativo dell’iniziativa.

Con Giò -amico di vecchia data nonché collega universitario nella facoltà di Scienze della Comunicazione di Salerno- abbiamo voluto affrontare diversi temi che abbracciano un territorio così affascinante come quello della costiera amalfitana.

Ciao Giò, allora quali sono gli scopi che vi hanno spinto ad organizzare Summer Sport 2012?

Gli scopi di una manifestazione come questa sono molteplici: principalmente il nostro è sport non agonistico, perchè proviene dalle Politiche Giovanili, quindi deve essere per tutti e per aggregare. Perciò teniamo molto all’aspetto educativo dello sport. Quando dico per tutti significa tutte le età, tutti gli sport possibili, tutto quello, insomma, che si riesce a fare con le persone con cui si può collaborare, più che con le risorse economiche che per me hanno un valore relativoIl secondo scopo è quello di unire. Contrariamente a quello che si fa quotidianamente in Costiera, la nostra è una dinamica inclusiva. Noi più siamo e meglio è, cercando di trovare sempre un posto per tuttiPer questo cerchiamo di svolgere il nostro programma su gran parte del territorio della Costiera”. 

Un discorso di aggregazione che forse manca nei vostri territori?

Guarda, più vado avanti e più mi accorgo che la Costiera non è pronta a questo discorso di insieme e forse non lo sarà mai. A tutto questo poi, si unisce un pò di voglia di riscatto, di reazione alle prese in giro della politica, anche e soprattutto a livello nazionale. Ci mettiamo in gioco, per dimostrare che siamo addirittura capaci di inventarcelo un lavoro, impegando per gran parte risorse che sono già a disposizione (giovani motivati, strutture, associazioni, istituzioni ecc)“.

Quali sono, secondo te, le potenzialità che può offrire il vostro territorio ?
“Purtroppo in Costiera ci sono dei lavori che non sono considerati tali. Lo sport è solo associazionismo di paese, anche per una manifestazione che dura tre mesi ed è itinerante come la nostra. Noi facciamo organizzazione di eventi e questo è il mio lavoro, anche se per qualche mese, sia chiaro. Quello che posso testimoniarti è che andando a proporre l’idea “Costiera Amalfitana” è incredibilmente facile coinvolgere partner anche importanti, perché il nostro territorio è sempre ritenuto interessante. Ci facciamo forti dell’idea di base, e se qualcuno non vi vuole più partecipare, questo non scalfisce la forza complessiva del Progetto. Noi dipendiamo solo dalla nostra forza di volontà. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Per noi è questa la chiave”. 

 

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