Rifiuti speciali: le dichiarazioni del pentito Schiavone “sconvolgono” la Campania



Dopo le dichiarazioni sui rifiuti speciali fornite dall’ex boss dei Casalesi – attualmente pentito – Carmine Schiavone scatta un altro allarme, l’ennesimo, sul problema che da troppi anni affligge la Campania intera.
rifiuti speciali
Dichiarazioni “choc” quelle fornite dal boss dei Casalesi Carmine Schiavone, riguardo le operazioni effettuate dal clan per lo smaltimento dei rifiuti speciali in diversi luoghi della Campania.
“I rifiuti sono stati smaltiti anche a 30 metri di profondità” oppure  “ogni fusto di rifiuti veniva smaltito per sole 500mila lire nelle campagne, ed il costo variava in base alla tipologia di rifiuti da trattare”: si tratta di dichiarazioni importanti, considerando che il clan dei Casalesi per anni ha gestito in quasi totale autonomia l’intero traffico di rifiuti solidi e speciali della regione Campania – con particolare attenzione alla parte settentrionale della stessa – che hanno subito risvegliato gli animi di tutti i diretti interessati (Coldiretti in primis) ora più che mai intenzionati a svelare i segreti del sottosuolo delle campagne che producono la maggior parte dei cibi che portiamo sulle nostre tavole.

E’ passato infatti pochissimo tempo – potremmo contare i minuti, in effetti – dalla dichiarazione a verbale del boss Schiavone, avvenuta nel corso di un’audizione sul caso rifiuti, alla risposta delle autorità competenti in materia. Eppure, per chi vuole, la domanda più spontanea è sempre la solita: serviva davvero questa dichiarazione per svelare un così grande mistero?

Per anni abbiamo assistito a fenomeni quantomeno inusuali che si verificavano, puntualmente, sul territorio campano ed in particolare nelle campagne o negli allevamenti animali: tanti gli scandali, numerose le inchieste riguardo le cause di infiniti problemi inflitti alla popolazione che, ancora una volta, ha preferito restare a guardare con la stessa inettitudine di Kant ne “Le metamorfosi”.

I rifiuti speciali, la terra dei fuochi, la costante del pericolo creato perfino dall’aria che si respira in diverse zone della regione Campania: questi sono argomenti fin troppo vecchi, e svelati soltanto a tratti come fossero una sirena antincendio in una scuola media durante i test per l’evacuazione dall’edificio. Si, perchè oltre al momento in cui la sirena suona, e tutti parlano della necessità di prepararsi a tali evenienze, nessuno si preoccupa di capire se ci sono altri problemi alla base o se invece si necessita di maggiore attenzione da parte dell’intera comunità.

Per la terra dei fuochi è bastato un servizio delle Iene, e tutti sono stati incredibilmente scossi dalla notizia che finora era “sconosciuta” ai più, fino al punto di far partire delle petizioni “per la salvaguardia della nostra terra”; per i rifiuti speciali presenti nel sottosuolo da un numero sufficiente di anni per renderli rifiuti “d’epoca”, è bastata una dichiarazione di un boss. E ora se ne parla come se tutto, finora, fosse stato l’equivalente della materia oscura, quando in realtà c’è sempre e comunque dell’altro da sapere.

Ma finora, i patrioti che attendono sempre il via libera per attaccare lustri e medaglie alla propria giacca anzichè operare davvero per il bene di sè stessi e della comunità che rappresentano, dov’erano?

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