Parco urbano dell’Irno, l’intervista al Consigliere Francesco De Simone



In seguito alla recente inchiesta sul Parco urbano dell’Irno portata avanti dalla nostra redazione, abbiamo deciso di approfondire la questione interpellando il Consigliere Francesco De Simone

Il Parco urbano dell’Irno attualmente versa in un stato di totale degrado. A tal proposito il consigliere Francesco De Simone ha presentato un’interrogazione all’Amministrazione comunale di Baronissi.

  • Quale è stato il punto di partenza che ha condotto alla denuncia relativa allo stato in cui versa il Parco?

L’osservazione delle condizioni ambientali che interessano le acque, il letto del fiume e la vegetazione che circonda il Parco. In seguito alla sollecitazione da parte dei cittadini mi sono recato sul posto per verificare di persona la situazione. Lo scenario che mi si è presentato è insostenibile dal punto di vista ambientale.

  • Il Parco potrebbe rappresentare una risorsa per il territorio ed è un peccato che un polmone verde di tali dimensioni non possa essere utilizzato dai cittadini. 

Il Parco è nato proprio con l’obiettivo di essere un luogo di aggregazione e di attrazione potenzialmente turistica. È nato nel 2008 come elemento di ristoro per i Comuni di Pellezzano, Baronissi e Salerno. Un progetto che, tuttavia, non si è mai sviluppato anche a causa delle condizioni ambientali in cui versa.

  • Secondo l’Assessore De Salvo le macchie di colore arancione ben visibili tra le acque e la vegetazione dovrebbero essere dei residui argillosi che non determinano un fenomeno di inquinamento preoccupante. Lei cosa ne pensa?

Ho ipotizzato che siano di altra natura però è necessario aspettare le analisi specifiche. Pare che l’Arpac si sia preoccupato di valutare e monitorare in particolare la situazione delle acque. L’attenzione è stata sollevata in seguito a numerose denunce in merito alle attività delle Fonderie Pisano.

  • Lei pensa che ci sia un coinvolgimento delle Fonderie Pisano?

La relazione dell’Arpac rileva sia la presenza di idrocarburi sia gli sversamenti non autorizzati nelle acque del fiume. Attualmente è al vaglio della magistratura.

  • Zon è stato sul posto e ha filmato quello che può essere definito uno “scempio ambientale”, le condizioni del parco sono pietose, per usare un eufemismo. E pensare che adiacente al Parco c’è una sede della Protezione Civile. Come è possibile che in tanti anni nessuno si sia accorto di nulla?

La Protezione Civile ha un’altra finalità, non quella della tutela ambientale. Credo che ci sia la necessità di chiarire in primo luogo la natura dei reflui presenti nelle acque del fiume. Penso, inoltre, che i comuni di Baronissi e Pellezzano siano tenuti ad agire, anche perché sono due dei tre enti che fanno parte del Parco urbano dell’Irno. L’altra strada percorribile sarebbe fare richiesta alla Regione Campania affinché il Parco sia dotato delle risorse economiche che consentirebbero di procedere in autonomia. Chiederò a breve che venga istituito un fondo a sostegno del Parco urbano per la pulizia e soprattutto l’analisi dei residui. Auspico di poter trovare, con il sostegno dell’Amministrazione, una soluzione in tempi brevi poiché si tratta di una situazione che si trascina da troppo tempo.

Intervista a cura di Carlo Del Regno

 

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