Mostra “Grida di Fata” al Palazzo delle Arti di Napoli

fata

Spasmodica attesa per la mostra “Grida di fata” al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli – con vernissage fissato per sabato 17 febbraio, alle ore 17.00

“Grida di Fata” è un progetto artistico-creativo con 30 opere in mostra degli artisti Lilliana Comes e iOdesign FCA (Renato Iannone).

La cura critica dell’evento è affidata ai Proff. Domenico Raio e Antonella Nigro. Fotoreporter dell’Evento, Maurizio Sodano.

La mostra nasce da una combinazione artistica tra la fotografia e l’illustrazione di Lilliana Comes, da uno sguardo comune verso situazioni di degrado e di scempio ambientale, ma da una diversa modalità espressiva che associa il reportage di denuncia a una favola poetica per richiamare l’attenzione su alcune situazioni di criticità del territorio napoletano.

Così scrive la prof.ssa Nigro in una attenta nota critica:

“Il progetto artistico che vede protagonisti Liliana Comes e Renato Iannone, è di grande interesse e di profondo coinvolgimento, non solo da parte di entrambi gli artisti, ma anche e soprattutto dal fruitore.

Gli scatti di Renato Iannone sono sguardi dolorosi e taglienti su una realtà metropolitana offesa dall’incuria e dal disamore, sapientemente cristallizzati in un bianco e nero che, sottraendo le immagini al contingente, le proietta in una dimensione atemporale, sospesa, quasi magica.

Liliana Comes dona, a tali scatti,  un’anima delicata di fiaba colorata, tenue manifestazione di creature labili e leggere che, a volte, come “cuori” pulsanti, piccole ed esili compaiono defilate, altre emergono impalpabili e monumentali, e, impossessandosi della rappresentazione,  danzano poeticamente in essa.

L’opera di Iannone e della Comes, così, diviene tutt’uno, inscindibile nella sua forza espressiva e di comunicazione: spazi negletti, ambienti orfani, edifici dimenticati, sono vivificati dalla presenza della “fata”, araldo di bellezza, che reclama nuove narrazioni possibili a quelle dell’abbandono.

Una “fata” che non tradisce la sua incantevole grazia col fragore del grido, poiché figlio della passione e del desiderio, grido d’amore che si eleva, potente e disperato, sull’eco dell’indifferenza e dell’insensibilità”.

 

La mostra resterà visitabile fino al 26 febbraio 2018.