L’Inter batte il Napoli per 4 a 1 e si laurea Campione d’Italia della categoria Giovanissimi.

CAMPIONI D'ITALIA

Abadia San Salvatore 28-giugno-2012 ore 17.00.

 

Risultato Finale Napoli -1- Inter -4-

 

Napoli: 1) Mennella, 2)Grillo, 3)Iovane, 4)Otranto, 5)Esposito, 6)Granata, 7)Bifulco, 8)DeSimone G., 9)De Iorio, 10) Setola, 11)DeSimone F.

In Panchina con Mister Ciro Muro: 12)LaMarra, 13)Selva, 14)DeMasi, 15)D’Ursi, 16)Manna, 17)Napoletano, 18)Lombardi, 19)Esposito L., 20)Fontanella.

 

Inter: 1)DiGregorio, 2)Arcuri, 3)DiMarco, 4)DeMicheli, 5)Della Giovanna, 6)Bernardi, 7)Cassani, 8)Tchaoue, 9)Bonazzoli, 10)Taufer, 11)Zonta.

In panchina con Mister Cerrone: 12)Bourmilla,13)Gazzotti,14)Bondioli,15) Brambilla,16)Scienza,17) Didiba, 18)Panatti, 19)Opoku, 20) Mitta.

 

Arbitro: Antonio Lacagnina di Caltanissetta con i collaboratori: Lipizer di Udine e Rossigni di Padova.

Marcatori: Taufer (I) al 2° del 1t; Bonazzoli (I) 20° 1t, 25° e 28° 2t. Al 24° 1t DeIorio (N) su rigore.

 

Seconda finale consecutiva per il Napoli dopo quella del 2011 con la Fiorentina ed ennesimo secondo posto, questa volta con l’Inter.

Finale scoppiettante, allo stadio comunale di Abadia San Salvatore, dove l’Inter battendo il Napoli, per 4 a 1 si laurea Campione d’Italia nel campionato FIGC della categoria Giovanissimi (classe ’97).

Il primo tempo si apre subito in salita per i partenopei, infatti al 2° l’Inter si porta in vantaggio con Taufer che dopo un’azione manovrata, mette alle spalle di un incolpevole Mennella. La reazione del Napoli non è efficace ed al 20° arriva il raddoppio ad opera di Bonazzoli. Sul due a zero il Napoli ha un’impennata di orgoglio e al  25° capitan  De Iorio si conquista un calcio di rigore che realizza spiazzando Di Gregorio.

Il primo tempo si conclude con il vantaggio nerazzurro per due a uno.

Più convinto il Napoli nella ripresa che più volte mette a dura prova la retroguardia milanese, che addirittura và in difficoltà, quando Mister Muro inserisce Lombardi al posto di Otranto e gli affida i compiti di trequartista spostando l’estroso Setola e mettendo sul vertice basso DeSimone G.

Nell’aria si avverte che il Napoli possa agguantare il pareggio e dal 20° al 25° conduce autorevolmente la gara. Successivamente. un pasticcio difensivo dei Napoletani consente a Bonazzoli, defilatosi sulla destra di entrare in area e siglare la sua seconda rete. A questo punto in casa azzurra ricompaiono gli spettri dell’anno scorso quando, nello stesso finale di stagione, però contro i viola di Firenze, un ennesimo errore difensivo consentì alla Fiorentina di portarsi sul due a zero.

La vittoria spalancò le porte al titolo con una vittoria per tre a zero. Sul tre a uno e con pochi minuti a disposizione, il compito dell’Inter viene facilitato e Bonazzoli può siglare il terzo goals personale fissando il punteggio finale sul quattro a uno che meritatamente concede il tricolore di categoria all’Internazionale di Milano.

Per la cronaca possiamo dire che la gara è stata altamente spettacolare e và dato merito ai due allenatori, Mister Muro e Mister Cerrone, di aver impartito a questi ragazzi insegnamenti tecnico-tattici importantissimi valori educativi, in quanto il direttore di gara, Sig. Lacagnina di Caltanissetta non è stato quasi mai chiamato ad intervenire con misure sanzionatorie.

Merito all’Inter Campione D’Italia e merito al Napoli che ha tenuto testa ad un grande equipe, con tutti ragazzi nati in Campania,  per la maggioranza di Napoli e provincia.IL NAPOLI PRIMA DELLA GARA.

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...