Ikebana, un’arte antica che continua a meravigliare.

Una composizione secondo lo stile della scuola "Ikebono"
Tutti quanti sanno, almeno per sentito dire, cosa sia l’Ikebana, ma forse non tutti ne conoscono la storia e il significato.

Ikebana significa “fiori viventi”. Questo sembrerebbe un po’ un controsenso, poiché essa è l’arte di “disporre fiori recisi”, ma può anche essere identificata come Kadō cioè “la via dei fiori”, che rimanda al suo significato Zen, al cammino di elevazione spirituale attraverso i principi della meditazione, entrando in comunione con la natura.

L’ikebana nasce in Oriente, in particolare in India e Cina, ma si afferma maggiormente nel contesto socio-religioso del Giappone, dove viene introdotta come offerta votiva per gli dei. Quest’arte risale al VI secolo, periodo in cui il Buddismo si estende alla regione nipponica , e si afferma maggiormente tra le classi nobili e nei monasteri, proprio perché considerata un modo per garantirsi i favori divini, ma lentamente si estenderà a tutta la popolazione.

Esistono vari stili, che verranno poi adottati da varie scuole, anche se quasi tutti fanno riferimento al primo, molto elaborato e rigido, denominato Rikka. Questo prevedeva sette elementi principali, da combinare con altri elementi secondari come sassi, fiori, erba, ecc.

Qualunque materiale che sia presente in una composizione deve essere obbligatoriamente di origine organica, da combinare con dei rami (solitamente tre) disposti in un sistema ternario, richiamando la forma del triangolo.

Questi tre rami sono di lunghezze diverse, ognuno con un proprio significato: quello più lungo sta ad indicare il cielo, quello più corto indica, invece, la terra, mentre quello di media lunghezza è l’uomo. Questi tre elementi vanno sistemanti armoniosamente, proprio come armoniosa deve essere la loro esistenza, sono tre forze che devo essere in equilibrio. Equilibrio che deve essere rispettato anche dagli elementi secondari, che devono collocarsi all’interno della composizione in modo naturale ed armonioso, senza “forzature”, dando un senso di pace e di pacatezza.

Stessa origine, ma di dimensione molto contenuta sono le composizioni preparate per la cerimonia del tè, che prendono il nome di chabana”, ossia “fiori per il tè”.

In italia, anche se il fenomeno resta marginale, l’atre dell’ikebana è stata introdotta negli anni ’60, e, ad oggi, ci sono diverse scuole con diversi stili, tra cui la scuola di Ikenobo, che pratica uno stile proprio.

Concludendo, se siete alla ricerca della pace interiore, se amate la natura e ciò che volete è entrare in comunione con essa, anche se volete creare un angolo Zen in casa vostra o apprendere un’arte molto antica, ma che continua ancora oggi a stupire, l’Ikebana è ciò che fa per voi.

Quindi non vi resta che armarvi di pazienza, cesoie e un buon manuale ed iniziare a creare, magari con una buona musichetta ispiratrice e chissà, partendo da una semplice ikebana potreste anche innamorarvi della cultura Zen, a tal punto da creare un vero e proprio giardino (simil)buddista!