Galdi: adesso parlo io



L’apologia di Marco Galdi: una conferenza stampa per chiarire la sua posizione processuale.

GaldiGaldi boccia la stampa: per il professore gli articoli sono da matita rossa. Il sindaco di Cava de’ Tirreni, questo pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa al Palazzo di Città, evidentemente risentito per la superficialità di qualche giornale, per fare chiarezza sulla vicenda che lo ha mediaticamente travolto in questi ultimi giorni. La procura di Nocera Inferiore, diretta dal sostituto procuratore Roberto Lenza, aveva aperto un’inchiesta sull’amministrazione comunale cavese riferita alle legislature succedutesi dal 2006 al 2013. Risultato? Una pioggia d’informazioni di garanzia, ben 43, con l’accusa di peculato. Per la precisione sono 44, contando l’attuale sindaco, chiamato anche lui in giudizio, con lui l’accusa di  “favoreggiamento”.

Questa mattina, Marco Galdi ha presentato al Tribunale di Nocera Inferiore, la sua memoria difensiva, alla quale fa da appendice la richiesta di archiviazione degli atti. Il fatto imputato, risalirebbe ad un viaggio fatto dallo stesso sindaco a Medjugorje, effettuato nell’ottobre del 2013, insieme al consigliere comunale, Enrico Polacco, e all’assessore dell’epoca, Mario Pannullo.  Per il sindaco, non si sarebbe trattato di un viaggio di piacere ma istituzionale, presentando alcuni documenti che inconfutabilmente lo dimostrerebbero. Il primo di questi, è riferito ad un articolo pubblicato sul quotidiano Cava Notizie del primo maggio 2010, dove il parroco della chiesa di Sant’Alfonso, don Gioacchino Lanzillo, aveva rilasciato un’intervista nella quale manifestava il desiderio di proporre dei pellegrinaggi in terra bosniaca per abbracciare la spiritualità di Medjugorje: “… e verrà con noi il sindaco di Cava, Marco Galdi; anche perché avremmo pensato di stringere un gemellaggio con Medjugorje. Andremo a visitare una delegazione politica a Medjugorje e ad instaurare anche un ponte con i frati francescani presenti in quella terra”.

Su queste dichiarazioni (riportate per estratto) pare reggersi l’intera impalcatura difensiva del sindaco, a sostegno della quale vi sarebbe il secondo documento, il quale comproverebbe le finalità istituzionali del viaggio. Si tratta della comunicazione di assenza indirizzata al prefetto, dott. Sabatino Marchione, del 2 ottobre 2010, riferita al periodo compreso tra il 2 e il 4 ottobre 2010.

La memoria difensiva del sindaco Galdi è sulla scrivania delle autorità competenti, le uniche legittimate ad esprimersi sulla vicenda. Ogni altra valutazione, oltre che superflua talvolta può risultare particolarmente dannosa. “Il procedimento penale è già di per sé una pena” faceva notare Carnelutti, essendo da solo in grado di comprimere alcuni diritti fondamentali tra cui l’onore e la reputazione. Concludere ancora una volta con “Alla magistratura (e solo ad essa!) l’ardua sentenza” è un principio di civiltà giuridica che riguarda tutti, la stampa in primis.

 

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