Frana a Camerota, riaperta la Mingardina

Il masso che si è sganciato dal costone

La Mingardina, ex strada reg. 562, chiusa da ieri sera causa frana, è stata riaperta in tempi record, grazie all’intervento dei tecnici provinciali e dei rocciatori. Soddisfatto il Sindaco Antonio Romano per la gestione dell’emergenza, ma restano altre criticità per quest’arteria che attraversa un’area a rischio idrogeologico

Ieri sera tra le 22.30 e le 23, nel territorio di Camerota, una frana ha causato la chiusura dell’Ex strada Reg.562 denominata “Mingardina”. Al Km 6+700, all’uscita della galleria grande, direzione Palinuro, un enorme masso si è sganciato da un’altezza di circa tre metri, adagiandosi sulla carreggiata. Al momento del distacco, fortunatamente, nessun veicolo transitava.

Il Sindaco Antonio Romano da ieri sera si è subito attivato per gestire e risolvere questa emergenza. Ed al mattino, sul posto sono giunti i tecnici provinciali ed i rocciatori. E grazie all’intervento di questi ultimi, presenti in zona per altre operazioni, è stato prontamente bonificato il costone roccioso sovrastante l’area che ha interessato la frana. Il materiale di sgancio è stato riversato sulla strada in tutta sicurezza, e rimosso prima della riapertura della strada. Intorno alle 13, nell’arteria che collega Marina di Camerota e Palinuro, è stata ripristinata la circolazione.

Soddisfatto il Sindaco per la celerità dell’intervento e per come si è attivata la macchina amministrativa. Il primo cittadino di Camerota ringrazia pubblicamente il Dott. Ranesi, dirigente provinciale, per aver capito immediatamente la necessità di garantire, da un lato, la sicurezza per i cittadini che percorrono questa strada, ed al tempo stesso di scongiurare un arresto dell’economia locale, in un periodo molto importante come quello delle festività pasquali.

Per il futuro si auspica, con gli Enti sovraordinati, un tavolo permanente sulla sicurezza. Questa importante arteria purtroppo è minacciata da due grandi problemi: a monte la criticità dovuta al rischio idrogeologico del costone roccioso, a valle quella inerente l’erosione costiera ed il rischio mareggiate. Sono anni che si interviene sempre in emergenza, con lavori volti a tamponare e non a risolvere. Quest’inverno Poseidone è stato clemente, ma per le future mareggiate non vi sarà più scampo.

I problemi si risolvono in maniera organica. Quello dell’erosione costiera della Cala del Cefalo è un fenomeno che va affrontato una volta e per tutte. Ormai siamo già in una fase in cui non possiamo più pensare solo ad arginare tale manifestazione, ma è necessario, in alcuni tratti del litorale, anche un’operazione di ripascimento dello stesso. Il fenomeno è complesso e non risolvibile dalla sera alla mattina. Questa strada dovrà,purtroppo, convivere ancora con i rischi frana e mareggiata. Ma nel frattempo urge un valido percorso alternativo. Percorso che esiste, pur se sottovalutato, ma che al momento non è idoneo alla circolazione pesante, oltre ad essere al limite della sicurezza: la strada provinciale 66, denominata “Ciglioto”. Lì urgono lavori di manutenzione straordinaria, da anni richiesti, ma mai effettuati. I cittadini cominciano ad essere stanchi. La politica, e non solo quella locale, ma soprattutto quella sovra comunale, oltre ad assumersi le proprie responsabilità deve dare dei segni tangibili per il territorio ed i suoi abitanti. Allo stato dei fatti il “Ciglioto” è più di un’alternativa.

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