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Cinipide galligeno, la piaga continua

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Updated on 4 August 2020 4:18
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Il cinipide galligeno del castagno, nonostante il trascorrere degli anni, resta un gravissimo problema: infatti, oltre a deturpare il paesaggio montano, ingenti sono i danni arrecati all’economia rurale

[ads2]La lotta al cinipide galligeno del castagno è ben lontana dalla sua conclusione, sebbene questo insetto abbia fatto la propria comparsa in Italia 12 anni fa, nel lontano 2002 e per la precisione in Piemonte.

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Tale insetto, chiamato cinipide del castagno oppure cinipide galligeno del castagno o, ancora, vespa del castagno (nome scientifico Dryocosmus kuriphilus) è un insetto fitofago, ossia un organismo che ha un rapporto unilaterale a danno dei vegetali, e viene detto galligeno perché produce la comparsa d’ingrossamenti tondeggianti (le galle appunto) sui germogli e foglie delle piante colpite.

In pochi anni il cinipide galligeno si è diffuso su larghissima scala e sono poche le zone d’Italia dove ancora non è giunto; originario della Cina è stata introdotto in Europa e in Italia, con molta probabilità, tramite il trasporto di piante, o di parti di esse, già infestate.

cinipide galligenoIl cinipide galligeno, oltre alla formazione delle galle, arresta la crescita della pianta e provoca la riduzione della fruttificazione; infestazioni gravi possono portare addirittura al deperimento della pianta, proprio per questo viene considerato l’insetto più nocivo a livello mondiale per il castagno.

Come si può facilmente intuire sono elevatissimi i danni all’economia montana: soprattutto negli anni scorsi il cinipide ha portato a una drastica riduzione delle castagne raccolte nel mese di ottobre; un problema che ha riguardato da vicino la Valle dell’Irno e le zone limitrofe.

La diffusione del cinipide galligeno è stata molto rapida anche a causa dell’assenza, nel primo periodo di comparsa, di limitatori naturali.

Infatti, l’attuazione di una difesa diretta, cioè con l’impiego di prodotti fitosanitari, è difficile: da un lato non sono disponibili prodotti per l’impiego diretto contro questo insetto, dall’altro, la protezione che le galle offrono alle larve è molto elevata.

Solo la lotta biologica ha fornito finora gli unici esiti efficaci con il lancio di uno specifico antagonista naturale. Alcuni studi scientifici hanno confermato che tale strada non porta a un contenimento significativo del cinipide nel breve periodo; è da mettere in conto, quindi, almeno un decennio per poter raggiungere un equilibrio tra parassita e insetto utile, ma i primi risultati lasciano comunque spazio a un cauto ottimismo.

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