Cava de’ Tirreni: l’ennesimo orco finito in gabbia

Gli orchi cattivi sono personaggi fiabeschi, lontani “libri luce” da noi. Eppure, talvolta, capita che uno di questi riesca a oltrepassare il confine dell’immaginario, confondendosi tra la gente, quella vera.

È successo a Cava de’ Tirreni, lunedì 19 Agosto, dove I.G, mostro di 47 anni, è stato arrestato per il reato di stalking ai danni di due ragazzine minorenni. Le vittime sopportavano da mesi ormai, persecuzioni e attenzioni morbose veicolate da minacce e appostamenti ossessivi. L’uomo, disoccupato, aveva finito di scontare nel Marzo scorso, due anni di detenzione per i reati di violenza sessuale, ingiuria, lesioni e minacce ai danni di una delle due ragazzine. È proprio il caso di dire che la pena non sembra aver assolto la sua funzione principale: l’emenda, o meglio, la risocializzazione del reo.

La condotta del pregiudicato ha inciso in maniera determinante sullo stile di vita delle due, che pare conformarsi ai tipici effetti connessi al reato in questione: ansia, paura, stravolgimento dello stile di vita, fino ad intaccare quella spensieratezza che, invece, dovrebbe fare  da sfondo alla loro giovane età.

Grazie ad un’eccellente attività investigativa condotta dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni, sotto la direzione del Vice Questore Aggiunto Marzia Morricone, in seguito alla denuncia presentata dalla madre delle due giovani, è stato possibile arrestare lo scomodo vicino di casa, il quale si trova ora presso la Casa Circondariale di Salerno-Fuorni, con il benestare del g.i.p. che ha emesso la relativa ordinanza.

È ancora di attualità, tra gli addetti ai lavori, la disputa circa la reale efficacia del reato di stalking, anche sotto il profilo dell’opportunità politica della sua introduzione, vista la riconducibilità della relativa condotta ad altre fattispecie già previste; l’annosa questione riguarda piuttosto il profilo della “certezza della pena” tanto sbandierato nelle continue propagande di “Riforma della giustizia” e puntualmente, è il caso di dirlo, “dimenticato” a favore del provvedimento di clemenza di turno, grazia o indulto che sia.