Balneari, è polemica: “Molte spese, troppe attese”



Ieri trambusto in Camera di Commercio: balneari protestano sulle nuove disposizioni per la sicurezza e i ritardi delle concessioni

Caos tra i balneari presso la Camera di Commercio di Salerno. Una nuova ordinanza ministeriale per la sicurezza balneare, adottata dall’Autorità Portuale, prevede innovazioni e pochissime agevolazioni per i titolari degli stabilimenti. Ieri, alle ore 15, nell’incontro che ha coinvolto il presidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari Antonio Civale, il comandante della Capitaneria di Porto di Salerno Maurizio Trogu, nonché i rappresentanti della Circomare di Agropoli e Palinuro coi colleghi di Maiori e Vietri, alcuni balneari hanno contestato le disposizioni che regolano le dotazioni per il salvataggio.

Bombole d’ossigeno di almeno 1 litro, stazione di salvataggio ben salda sulla spiaggia, 3 barche per ogni stabilimento balneare e almeno 2 addetti al salvataggio. “L’ordinanza di sicurezza balneare” spiega Trogu “presenta novità rispetto al tracciato storico, dovute alla necessità di uniformare le norme per la sicurezza balneare della Regione Campania. Il nostro intento è di presidiare tutte le spiagge, anche quelle libere, senza lasciare alcun margine di sorveglianza scoperto. A tal proposito, tutte le informazioni sono rintracciabili sul sito www.guardiacostiera.it“.

balneari

Pronte, però, le repliche da parte di Civale ed altri proprietari di stabilimenti balneari: “Ho l’impressione che quest’estate non sarà delle migliori, siamo vittime di inadempienze amministrative e di balzelli di varia natura”, “2 bagnini per ogni lido e 1 barca in più per ogni postazione? Troppe spese”.

Trogu replica che si tratta della ‘corretta lettura’ di una normativa ministeriale già in vigore dal 2002, e che l’articolo 9 prevede, in ogni caso, deroghe applicabili agli stabilimenti con particolari esigenze (fondale molto basso, piccola estensione, spiaggia molto stretta ed erosa).

Questo non basta, però, a placare gli animi dei balneari e l’ingegnere Vincenzo Mirra prende la parola sul problema delle concessioni edilizie per le cabine degli stabilimenti: “Siamo in una situazione così incredibile che, se la raccontassimo, non saremmo creduti. A 3 generazioni di distanza, siamo colpevoli di aver installato cabine nello stesso modo in cui si era fatto in precedenza: la richiesta di concessioni costituisce notevole aggravio della spesa, dobbiamo pagarne tutti gli oneri e vogliono darci anche l’IMU sulle cabine!”.

Inaugurata la polemica, seguono i ripetuti interventi del signor Tullio Iavarone, concessionario demaniale del SIB (Sindacato Italiano Balneari) e proprietario di un lido a Pontecagnano: “Voi illustrate tutte queste belle regole, ma a chi ne parlate? Non c’è neanche un lido montato, siamo bloccati dai debiti e abbiamo già pagato tutto, perché le concessioni non arrivano?”.

Il responsabile dell’Ufficio Tecnico locale, Giovanni Landi, suggerisce quindi agli interessati di non attendere ulteriori incontri e di presentare istanza all’Ufficio del Demanio per accelerare i tempi di consegna delle concessioni; per i fabbricati già esistenti, poi, esiste la proroga ex legge laddove non in presenza d’innovazioni. “Per ora bisogna adeguarsi alle norme sovracomunali” spiega “ma l’assessore ha promesso per settembre un nuovo Piano Grafico regionale”.

Trogu ribadisce l’intento dell’Autorità Portuale di “mantenere elasticità mentale” e concede che, in particolari condizioni, laddove le spiagge risultino particolarmente piccole e strette o erose, possano essere fatte deroghe anche per la posizione delle stazioni di salvataggio (da collocare al sicuro sulla piattaforma principale dello stabilimento, laddove la tipicità della spiaggia non lo consenta per motivi di spazio). “Altre deroghe potranno essere richieste, e saranno valutate”. Intanto, tempi duri per i piccoli proprietari balneari.

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