Home Cronaca Zerottonove indaga: “Mamma, accompagnami tu” (perché i pullman, a Roccapiemonte, non ci sono)

Zerottonove indaga: “Mamma, accompagnami tu” (perché i pullman, a Roccapiemonte, non ci sono)

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Zerottonove indaga: “Mamma, accompagnami tu” (perché i pullman, a Roccapiemonte, non ci sono)

Il problema dei trasporti pubblici, per i cittadini di Roccapiemonte, è tra quelli maggiormente avvertiti e, allo stesso tempo, tra quelli che sembrano essere senza soluzione alcuna. Sono passati alcuni anni da quando la compagnia di trasporti Leonetti & Gallucci vinse la gara d’appalto indetta dalla Regione per il passaggio esclusivo sul territorio del Comune. Purtroppo non è dato sapere, a oggi, quante e quali dovrebbero essere le corse dei pullman, con il risultato che la frazione Casali, in particolare, è priva di collegamenti da almeno vent’anni.

Con una scadenza quinquennale, in pratica, ogni qualvolta si profilano all’orizzonte le elezioni amministrative, il sedicente candidato di turno annuncia che riuscirà a risolvere l’annoso problema ma, fino ad ora, niente è cambiato. La carenza dei mezzi pubblici colpisce maggiormente gli studenti, che per raggiungere le scuole in altri Comuni oppure le Università hanno necessariamente bisogno di un servizio di trasporti pubblici.

Dato il disservizio, i giovani, in particolare quelli delle frazioni, si arrangiano come possono: la maggior parte chiede un passaggio per arrivare alla fermata del pullman oppure alla stazione dei treni più vicina. C’è, poi, chi costringe i genitori a lasciare l’automobile a casa per poterla utilizzare, oppure chi si organizza con gli amici al fine di dividersi le spese e prendere a turno la macchina per raggiungere l’Università. Dall’inchiesta che abbiamo condotto, chiedendo a diversi ragazzi di raccontarci la loro personale esperienza, è scaturita chiaramente la rivendicazione di un diritto per troppo tempo calpestato: quello di avere anche a Casali un servizio di trasporto urbano efficiente.

Gaetano Polichetti, studente di Musica e Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli, ci racconta la sua settimana tra pullman e treni. “Vado a Napoli 3 volte a settimana. Viaggio con il treno o la Sita e parto da Nocera Inferiore, perché la stazione di Codola non esiste più, non è funzionale; fino a poco tempo fa partivo da lì, ma ora i treni regionali sono stati tagliati in modo massiccio per via delle varie TAV. Fortunatamente la mattina c’è qualcuno che mi accompagna a Nocera, altrimenti non avrei modo di arrivarci, dato che di pullman non ve n’è neppure l’ombra. Fortunatamente abbiamo via Ponte, dove passa il n.9 della CSTP, altrimenti non sarebbe possibile neppure andare a Salerno. Roccapiemonte ha fatto notevoli passi indietro nel campo dei lavori pubblici: i miei genitori mi raccontano sempre che quando erano giovani esisteva un collegamento per Nocera e funzionava bene; oggi, invece, non c’è. Servirebbe, inoltre, anche un autobus che circoli all’interno del Comune: che porti le persone da Rocca a Casali e viceversa, sarebbe utilissimo non solo per gli studenti ma per tutta la popolazione”.

Secondo Mariagiovanna Mannara, che studia Scienze della Formazione Primaria presso l’UNISA, il problema più grave riguardo ai trasporti è la mancanza di pullman che collegano le frazioni con il Comune. “A Faiano, frazione di Pontecagnano, il Comune offre un servizio di trasporto pubblico gratuito che permette di raggiungere il capoluogo. Non pretendo che ci sia un pullman che da Casali porti direttamente a Fisciano ma, almeno, dei collegamenti con Rocca. Non potendo contare sui trasporti pubblici, gli unici modi per arrivare all’Università sono farsi accompagnare a Rocca, oppure convincere i miei genitori a lasciarmi la macchina. Mi includo tra quegli studenti che hanno la possibilità di raggiungere il campus con l’auto, ma è una spesa da non sottovalutare per uno studente non lavoratore. Un’altra soluzione che ho trovato per ovviare al problema è organizzarmi con amici, anch’essi con la disponibilità di un’auto e orari simili ai miei, così da andare con una sola macchina e dividere le spese. Ormai io sono all’ultimo anno di corsi, il problema della mancanza di trasporti non mi riguarda più da vicino ma, se si risolvesse, sarebbe una manna per tutti: per gli studenti, ma anche per gli anziani che vivono da soli e che, senza pullman, non hanno modo di spostarsi”.

Gli studenti che frequentano le Università a Napoli sono quelli più penalizzati dalla scarsità dei trasporti. Ci racconta la sua vita da pendolare disagiata Monica Calvanese, studentessa dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, specializzanda in grafica progettuale. “Ricordo che l’anno scorso”, afferma Monica, “da Codola per arrivare a Nocera, c’erano due treni utili per gli studenti, il primo alle 07.20 e il secondo alle 08.29. Il primo treno era molto comodo, soprattutto per chi doveva raggiungere Napoli (dato che si trattava di un diretto), ma da quest’anno le corse in questione sono state entrambe soppresse. Le Ferrovie dello Stato hanno rimpiazzato i treni con dei pullman sostitutivi che, però, non passano per le stazioni ma attraversano il Comune di Castel San Giorgio; per usufruirne, quindi, bisognerebbe raggiungere il suddetto Comune. Con la soppressione dei due treni mattutini il primo convoglio che percorre la tratta Codola-Nocera è quello delle 9.35, un orario morto (visto che non ci sono più coincidenze né per Napoli né per Salerno). Personalmente, per raggiungere Napoli ho un’unica possibilità: farmi accompagnare alla stazione di Nocera Superiore (senza un passaggio mi sarebbe impossibile arrivarci e giungere all’Università all’ora che mi è più consona). Il ritorno è un altro calvario: dopo le 16.30, l’unico treno per rincasare c’è alle 20.00, ed io sono costretta a uscire prima dalle lezioni per non perdere l’ultima coincidenza per Codola”. Quando le chiediamo di parlarci della sua esperienza da liceale con i mezzi pubblici dichiara: “Avevo problemi anche prima di frequentare l’Università; infatti, ho studiato presso il liceo artistico di Salerno, e il mio rapporto conflittuale con i mezzi pubblici dura ormai da dieci anni. Per raggiungere Salerno utilizzavo l’unico pullman che attraversava Casali, tuttora attivo, la Leonetti delle 07.10”.

Monica conclude: “Nonostante la raccolta di firme che è stata fatta in merito alla questione trasporti pubblici, né il Comune né la Provincia hanno preso provvedimenti. M’impegnerò in prima persona e mobiliterò le associazioni di cui faccio parte (Pro loco, comitato Rocca bene comune) per cambiare questo stato di cose: i pullman per Casali devono assolutamente passare!”.

Valeria Loreto, studentessa di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, pone maggiormente l’accento sui vantaggi che porterebbe l’esistenza più capillare dei mezzi pubblici: “L’utilizzo dei trasporti pubblici” afferma “ridurrebbe l’inquinamento e il traffico, che in determinate ore del giorno paralizza alcune strade del Comune. Se ci fosse la possibilità di usare pullman e treni si ridimensionerebbero, poi, anche le spese in carburanti delle famiglie: non solo gli studenti, ma anche chi lavora comincerebbe a viaggiare con i trasporti pubblici, per non essere più costretto a spendere in benzina e in posteggi per l’auto. Tutti sarebbero in grado di muoversi più agevolmente. Quante auto dovrebbe possedere una famiglia numerosa, per far fronte alle esigenze e agli impegni di tutti? Il mio rapporto, non troppo idilliaco, con i mezzi pubblici è cominciato qualche tempo fa. Durante gli anni del liceo, che ho frequentato a Nocera Inferiore, tutte le mattine mia madre era costretta ad accompagnarmi giacché l’unico treno per raggiungere Nocera partiva da Codola molto presto. All’uscita da scuola ero costretta ad aspettare il treno che partiva alle 15.00: prima di quell’ora era impossibile tornare a casa. Ora che frequento l’Università, la situazione non è cambiata molto; non avendo, sempre, la disponibilità della macchina per arrivare a Fisciano, mi capita, abbastanza spesso, di dover fare una bella passeggiata fino alla fermata di via Ponte. Quando arriverà la primavera potrebbe essere anche piacevole, ma in inverno (e soprattutto di sera) non lo è per niente, anche perché le strade che collegano Rocca a Casali non sono delle migliori né per manto stradale né in fatto d’illuminazione”.

Veronica Barone è una studentessa di Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Salerno. Parlando del disagio che riscontra nell’utilizzare i trasporti pubblici dice: “Passano molti pullman per Rocca che portano al campus di Fisciano, a ogni ora del giorno, ma partire da Casali per arrivare all’Università è impensabile; dato che non ci sono collegamenti intercomunali, figuriamoci come possano esserci collegamenti con altri luoghi. Ci sarebbe un pullman che dovrebbe collegare la frazione al centro, il numero 73 della Cstp, ma in realtà è un bus fantasma del quale non si conoscono orari, percorrenze, costi. Proprio l’altra mattina, mentre mi recavo alla fermata di via Ponte, ho visto il 73 fantasma fermo sul ciglio della strada, nei pressi di un bar: probabilmente l’autista sopraffatto dai troppi impegni non aveva avuto il tempo di fare colazione prima dell’orario di lavoro. Qualora volessi raggiungere Rocca con l’automobile, non avrei la possibilità di parcheggiarla lì fino al mio ritorno dall’Università, data l’invasione di strisce blu per tutta Roccapiemonte. L’unica soluzione è farsi accompagnare e riprendere al ritorno da qualche parente ben disposto. Ciò vale ora che frequento l’Università, ma la stessa condizione si verificava anche quando studiavo nel Liceo B. Rescigno. E’ quantomeno paradossale che noi studenti di Casali avessimo le stesse difficoltà (se non maggiori) nel raggiungere il liceo di Rocca, rispetto ad altri ragazzi che abitavano in Comuni più distanti. Solamente nel nostro Comune c’è questa situazione a dir poco imbarazzante: Castel San Giorgio offre un servizio di trasporto pubblico in tutte le frazioni, a ogni ora. Gli amministratori, invece di preoccuparsi di creare nuove soste a pagamento, dovrebbero interessarsi maggiormente dei cittadini di Casali che, senza trasporti pubblici, sono isolati dal mondo: è una vergogna! Voglio precisare che la mia non è un’opinione schierata, non sono né di destra né di sinistra, è una constatazione di un disagio che permane, ormai, da anni”.

Articolo a cura di: Gaetana Attanasio

Pubblicato da: Maria Cristina Folino