Yakumo: vi presento il Dylan Dog giapponese



Yakumo. Segnatevi questo nome, perché appartiene al nuovo detective manga destinato a fare le veci del buon vecchio Dylan Dog: direttamente dal Giappone, e basato sul romanzo Psychic Detective Yakumo di Manabu Kaminaga, ecco a voi un nuovissimo fumetto permeato di misteri, visioni, fantasmi e storie d’amore.

All’amore, in realtà, non viene riservata una parte tanto rilevante, quanto piuttosto funzionale alla storia: gli intrecci tra i protagonisti (la storia della defunta sorella di Haruka Ozawa, aiutante di Yakumo, o il tentativo della madre del detective di ucciderlo), sono solo dei pretesti per impiantare un discorso ben più ampio sulla capacità del giovane studente di vedere i fantasmi col suo occhio sinistro, vantaggio che gli consentirà di dialogare con le anime vaganti e di salvare delle vite, nonché di dare un senso ad avvenimenti apparentemente inspiegabili.

Come tutte le saghe giapponesi, non è eccessivamente cervellotica, né totalmente horror: il protagonista è furbo, schivo, deciso, misogino – motivo comune a numerosi manga a sfondo erotico-romantico – ma compensa questa parziale attenuazione della componente orrorifica con le sue geniali intuizioni decisive (quasi alla Sherlock Holmes) e tanto sarcasmo (proprio come Dylan Dog).

E poi, Yakumo ha l’occhio rosso, quello “speciale”, che gli ha procurato una vita costantemente esposta al pericolo e un po’ dannata. Ma a noi piace perché non ha la pretesa di voler essere immancabilmente macabro (sarebbe troppo scontato), è distratto e tirchio come il più svampito degli studenti e ha un gran fascino.

Voto? 9 e mezzo.

Riusciranno i cugini giapponesi a farci dimenticare il mitico “indagatore dell’incubo”?

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