“Vi dichiaro divorziati”, Gassani e le relazioni moderne

L’avvocato Gassani presenta il suolo secondo libro: “Vi dichiaro divorziati”

La negoziazione assistita permette di divorziare consensualmente di fronte ad un avvocato. Da qui si comprende il titolo del libro di Gian Ettore Gassani, “Vi dichiaro divorziati”, presentato il 26 febbraio 2016, a La Feltrinelli di Salerno, ma promosso in tutta Italia quale “bestseller” – come dice lo stesso autore.

L’avvocato è originario di Salerno ed è figlio d’arte del penalista che fu ucciso da un criminale perché non rinunciò a fare il suo dovere di avvocato in difesa di un suo cliente. Memore di questo e della notorietà di Gian Ettore, sono andato all’incontro pronto a rubare vita forense vissuta sul filo del rasoio di termini procedurali e di aspri contraddittori processuali e, su questo, ho avuto soddisfazione.

VI DICHIARO DIVORZIATIAl giorno d’oggi le comunicazioni impongono un certo aplomb e l’avv., a furia di frequentare i salotti della tv, ne è diventato maestro. C’era addirittura un suo cliente, Giorgio Ceccarelli, Pres. di 3 associazioni fra cui “Figli negati”, con la quale organizza marce a sostegno dei padri in tutta Europa. Padre divorziato – racconta – si ritrovava nel cofano dell’auto un quantitativo di stupefacenti bastevole a mandarlo al gabbio per 20 anni. Veniva quindi incarcerato negli anni ’80-’90 e solo dopo tempo si scopriva che il tutto era stato escogitato per ripicca dalla stessa ex moglie e dalla figlia perché era in dissenso al trasferimento oltreoceano delle donne.

La prefazione del libro, letta pubblicamente, conferisce uno spaccato sulle relazioni moderne amorose e fedifraghe al tempo dei social network e in specie di whatsapp. Rendete pubblici i messaggi e le foto e il resto che viene inviato tramite connessione web e vi verrà presentata la realtà sui rapporti di coppia odierni da Bolzano a Trapani – così tuona in sostanza l’avvocato.
E i suoi racconti si sprecano come quello di una donna psicotica che aveva sgozzato il proprio figlio lasciandolo al padre sull’uscio della porta di casa alla vigilia di Natale laddove le perizie psichiatriche dicevano tutto di bene. Folle è poi la vicenda del novantenne che, a tutti i costi, voleva divorziare dalla moglie ottantasettenne. Dopo 6 giorni dalla firma del divorzio consensuale, il suo cliente tirava le cuoia dopo un viaggio in un paese caldo. Morale della favola, oggi persino gli anziani sono cambiati nelle loro relazioni.
E quando mai uno dei nostri nonni avrebbe divorziato a novant’anni!

Era presente, peraltro, il Pres. dell’Ordine degli Avv. di Salerno, Americo Montera, che ha ossequiato il collega romano perché – e ciò è innegabile – ha dato lustro al foro di Salerno a Roma, per aver fondato l’AMI, l’associaz. matrimonialisti italiani, “che è come le stazioni dei carabinieri, c’è una sede in ogni città d’Italia” – dice Gassani. Gian Ettore denuncia, a proposito della legge sulle unioni civili, che la fedeltà non prevista nel testo licenziato dal Parlamento è un discrimine rispetto alle coppie tradizionali. Inoltre, punta il dito contro i risicati diritti dell’ex convivente che può avere solo un misero assegno di mantenimento del valore di circa 200 euro.

Unica sbavatura dell’appuntamento è stata l’enfasi che purtroppo ha peccato di autoreferenzialità. Da ciò, si è però tenuto indenne il dott. Enzo Todaro, Pres. dell’Ordine dei giornalisti di Salerno, che, oltre ad aver intervistato il padre di Gian Ettore in vita, ha rimarcato con delicatezza la parte debole degli sfasci matrimoniali e cioè quella dei bambini, dei figli.

Alessandro Campagnuolo