Unisa, Aldo Masullo presenta il suo ultimo libro “L’Arcisenso. Dialettica della solitudine”

aldo masullo

Aldo Masullo presenta il suo ultimo libro come un “libro politico”, che parte dal riconoscimento di essere immersi nella “paticità” per indagare la forma più autentica e pratica di relazione intersoggettiva: la comunicazione

Mercoledì 28 Novembre l’Università degli Studi di Salerno ha ospitato Aldo Masullo, professore emerito di Filosofia morale nell’Università di Napoli Federico II, per la presentazione del suo ultimo libro, L’Arcisenso. Dialettica della solitudine (Quodlibet 2018).

L’iniziativa è stata organizzata e promossa dall’Associazione di filosofia Koinè,  con la consulenza scientifica di P.O.I. – Points of Interest – Rivista di Indagine Filosofica e Nuove Pratiche della Conoscenza.

Tra i relatori della giornata i prof. Daniela Calabrò, Carmelo Colangelo, Dario Giugliano e Bruno Moroncini.

Aldo Masullo torna a parlare della paticità, uno dei punti cardine di quella che è stata definita la sua “riforma” della fenomenologia. “Patico” è il “mondo umano della coscienza”, la condizione originaria di ogni sentirsi. Se la conoscenza è qualcosa di mediato, il patico è un “trovarsi a tu per tu con il sé”. Nella critica a Heller-Roazen e Merleau-Ponty, Masullo vuole mette in luce quella “intersoggettività mancata” che porta a uno dei lemmi fondamentali del suo pensiero: la solitudine. Non un’ontologia del sentirsi, la sua, ma una fenomenologia delle esistenze. Ciò che caratterizza la paticità e la sua dimensione esistenziale, è l’incomunicabilità del senso. Il “carcere a vita del nostro corpo”, scrive l’autore, è legato all’incomunicabilità del sentirsi. Tuttavia, la paticità non è qualcosa da temere. Il verbo greco “pasko”, infatti, non vuol dire solo “soffrire”, nella sua accezione negativa, ma anche “vivere” in senso transitivo, in modo “appassionato”.

Masullo presenta il suo ultimo libro come un “libro politico”, che parte dal riconoscimento di essere immersi nella paticità per indagare la forma più autentica e pratica di relazione intersoggettiva: la comunicazione. La comunicazione è sempre immersa nell’emozione, ogni forma di espressione, ossia l’atto del “dire”, non è solo un procedimento mentale, ma è espressione più autentica dello sforzo di comunicare all’altro la propria tensione emozionale.

L’Arcisenso (da Arké, fondamento) è la consapevolezza che deriva dall’essere immersi nel patico, è ciò che permette al patico, all’emotivo, di legarsi al razionale e al logico. Se, dunque, la condizione della paticità porta a una radicale solitudine, a sua volta legata al proprio essere immersi nel desiderio e nel tempo, quale difesa adottare contro la disperazione? La risposta, sostiene Masullo, è nella prassi politica, nella pratica della socialità, che Fichte lega al concetto di “invito” (Aufforderung). L’etica, ben diversa dalla morale, parte da una semplice domanda: “cosa farei se mi trovassi al posto di qualcun altro?” Il pensiero, conclude Masullo, è “lo scavare nel dolore e nella gioia per capire come poterli vivere di fronte agli altri”.