Tutto in una notte

Il paradiso o l’inferno. Stasera a Kiev la resa dei conti di Euro 2012 tra l’Italia e la Spagna campione d’Europa e del mondo in carica.

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Se da un lato desta poche sorprese ritrovare la “roja” all’atto finale del torneo –si tratta della terza finale consecutiva in una rassegna internazionale- , dall’altro ha stupito tutti questa Nazionale di Cesare Prandelli. Il ct ha avuto il merito di compattare l’intero ambiente dopo le sonore sconfitte rimediate nelle amichevoli pre-Europei e soprattutto ha saputo isolare il gruppo dalla polemiche di un calcio italiano travolto dallo scandalo calcioscommesse. In condizioni tutt’altro che favorevoli a preparare serenamente una competizione così importante, il tecnico di Orzinuovi, tra iniziali esperimenti di natura tattica, ha dato alla squadra una notevole impronta di gioco (come forse non accadeva dai tempi di Sacchi) che le ha consentito di superare, sia pure con difficoltà, il primo turno e soprattutto di “schiantare” l’Inghilterra e la più quotata Germania.

Ed ora c’è la Spagna. Le due Nazionali si sono già affrontate, pareggiando, nel girone eliminatorio e l’Italia, come ha confermato lo stesso ct Del Bosque, è stata sicuramente la squadra che ha messo più in difficoltà le “furie rosse” e la sola in grado di segnarle l’unico gol subito in tutto il torneo. Ecco perché gli Spagnoli ci rispettano e, forse, ci temono. Già, perché negli ultimi quattro anni la “generazione di fenomeni” spagnola non ci ha mai battuti –nel 2008 la Nazionale di Donadoni fu l’unica a non soccombere allo strapotere iberico, arrendendosi soltanto ai rigori, e lo scorso agosto li abbiamo anche sconfitti 2-1 in amichevole a Bari.

Stasera però si scrive la storia. Se dovesse nuovamente trionfare la Spagna sarebbe la prima Nazionale a vincere tre titoli internazionali consecutivi, ma se come tutta l’Italia si augura sarà Buffon ad alzare al cielo quella coppa, sarebbe il nostro secondo Europeo dopo 44 lunghissimi anni.

Brucia ancora il golden gol di Trezeguet nella finale europea di 12 anni fa che strozzò la gioia di milioni di Italiani. Quegli stessi Italiani che stasera sperano di riscattare quell’enorme delusione e che, dagli spalti dell’Olimpico di Kiev o incollati a una tv o a un maxischermo, urleranno “Forza azzurri!”.