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The Lies of the Victors, thriller politico che prende esempio dal modello americano

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The Lies of the Victors, thriller politico che prende esempio dal modello americano

The Lies of the Victors è l’eloquente titolo del film in concorso nella sezione Cinema d’oggi del Festival Internazionale del Film di Roma

[ads2] Racconta di un giornalista d’assalto e della sua stagista alle prese con quello che sembrerebbe un semplice articoletto da tabloid, ma che poi si rivela essere un’inchiesta che potrebbe valere a Fabian Groys (Florian David Fitz) un avanzamento di carriera.

The Lies of the VictorsLasciandosi accompagnare dalle atmosfere in grigio della storia, non si può fare a meno di ripensare al film di Alan J. Pakula del 1976, Tutti gli uomini del Presidente e in effetti abbiamo anche la presenza di un informatore che richiama lo storico “gola profonda”, cui si rivolgeva Redford nel celebre film sugli intrighi del potere politico americano. Un ottimo thriller politico che tuttavia ci lascia l’amaro in bocca al termine della vicenda e nel quale si nota il tentativo inesausto del protagonista di emergere e portare a termine qualcosa. Ma la storia è una continua sequela di desideri inesausti e gesti mai compiuti. Non mancano i momenti di banalità, come l’inevitabile liason fra i protagonisti.

Molto interessante è anche tutto il discorso che c’è intorno al mondo giornalistico e che a un certo punto viene sintetizzato dal caporedattore di Fabian che afferma: “I nostri lettori credono ancora che la stampa dica sempre la verità, non possiamo deluderli”.  Questo è, in effetti il principio base del giornalismo in generale o quantomeno di un giornalismo che non conosce smentite.

Il regista del film è il tedesco pluripremiato Christoph Hochhӓusler, già regista del film Falsa Confessione che fu presentato al Festival di Cannes e di The City Below.