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Terra dei fuochi, dati preoccupanti da Legambiente

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Updated on 18 January 2022 14:19
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Legambiente denuncia le mancate bonifiche sui circa 2000 siti contaminati nella Terra dei fuochi. Attraverso il dossier “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?” emergono dati sconcertanti per la Campania

Sono migliaia gli ettari di territorio intaccato da rifiuti altamente pericolosi.  Analisi del rischio e progetti di bonifica che tarterra dei fuochidano ad arrivare. Il rischio di infiltrazioni dei gruppi appartenenti alla criminalità organizzata per quanto riguarda il risanamento dei territori inquinati si fa sempre più concreto, annuncia Legambiente.

Per l’associazione ambientalista, in Campania, le bonifiche sono ancora una chimera. Un caso simbolo è costituito da uno dei siti più inquinati e tra i più vasti, denominato Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano. Questo fu uno dei primi 15 SIN (sito d’interesse nazionale) inseriti nel programma nazionale di bonifica già nel 1998. Un anno fa, poi, in modo del tutto inspiegabile, è stato trasformato in SIR (sito di interesse regionale), attraverso un decreto del Ministero dell’Ambiente che lo ha declassificato con il benestare della Regione Campania.

Legambiente ha presentato ricorso contro il decreto al TAR del Lazio, sperando che il sito possa tornare a diventare d’interesse nazionale per la sua complessa e drammatica vicenda. Esso si estende su una porzione d’area nord-occidentale della Campania e comprende 28 comuni della provincia di Napoli e 49 della provincia di Caserta per una superficie complessiva di circa 1800 km2, pari a oltre il 13% del territorio regionale.

I ritardi degli interventi di bonifica, programmati già dal 1998 all’interno del Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano, sono molto evidenti.

Sempre secondo Legambiente i numeri del triste fenomeno della Terra dei fuochi continuano ad essere sconcertanti:  tra il 2012 e il 2013 si sarebbero verificati oltre 6000 roghi tossici. Sono circa 2000 i siti potenzialmente contaminati individuati dall’ARPA, 33 le inchieste giudiziarie per criminalità organizzata e traffico di rifiuti dal 2001 ad oggi.In 22 anni sono stati smaltiti nella Terra dei fuochi, tra le province di Napoli e Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie.

Per Giancarlo Chiavazzo (responsabile scientifico di Legambiente Campania), “secondo il Piano Regionale delle Bonifiche della Campania al settembre 2010, per quanto riguarda lo stato di avanzamento del risanamento per i quasi 2000 siti contaminati e potenzialmente contaminati censiti nell’ambito dell’ex SIN, risulta che per circa il 74% non è stata svolta alcuna attività, per circa il 3,4 % sono state svolte le attività preliminari o la messa in sicurezza d’emergenza, per circa il 21,5% è stata svolta o è in corso la caratterizzazione, per circa lo 0,3% è stata svolta o è in corso l’analisi del rischio, per lo 0,8% è stata realizzata o è in corso la progettazione degli interventi di bonifica e solo per lo 0,2% sono stati svolti o sono in corso gli interventi di bonifica. A distanza di 15 anni dall’individuazione del sito – conclude Chiavazzo – quindi, gli interventi per la bonifica sono praticamente fermi al palo”.