Taormina e il voto di scambio

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Salerno giuridica incontra l’avv. Taormina a Battipaglia (SA)

“Taormina è l’ultima spiaggia” è stata la battuta di un amico commentando la mia foto insieme all’avvocato su facebook. Ma c’è poco da ridere. Dopo i numerosi scandali, non ultimi quelli di Casavatore e  le primarie PD a Roma per l’elezione a sindaco della Capitale, questo convegno è stato più che mai provvidenziale.

voto scambio
locandina convegno

Oltre l’avvocato Taormina, all’incontro organizzato dall’associaz. “Salerno Giuridica” al San Luca hotel di Battipaglia sul tema del voto di scambio politico-mafioso, è intervenuto anche il Sost. Proc. della Repubbl. di Salerno, dr. Montemurro, occupatosi di un recente caso di scambio elettorale mafioso spuntato dalla Procura di Salerno grazie al ricorso in Cassazione fatto dallo stesso P.m.

Il dibattito ha visto una fitta presenza di giuristi “sostanzialisti”, quelli che, per intenderci, badano molto di più ai fini e ai fondamenti di un istituto o di un fatto piuttosto che alle forme e alle sottigliezze ermeneutiche. L’avv. Taormina può annoverarsi fra il gruppo dei primi e, infatti, già prima del convegno, sul suo profilo pubblico facebook si poteva leggere: “Al convegno di oggi a Battipaglia dei giovani avvocati salernitani sul voto di scambio mafioso dirò della necessità di ritenerlo forma di partecipazione mafiosa, di prevedere una misura di prevenzione per il politico che colluda con le mafie, di vietare il voto ai mafiosi soggetti a misure di prevenzione.”

L’avvocato così dà un contributo alla legalità e, su di un’ultima sentenza della Cassazione, è stato fortemente critico. La sentenza afferma in sostanza che senza la consapevolezza del politico che il mafioso ottenga il voto con metodo mafioso, non può configurarsi il reato di scambio elettorale sancito dall’art. 416 ter cod. pen. Cioè come si fa a provare che il politico sia consapevole o meno? O meglio, è inutile provare ciò secondo il Prof. Taormina, perché se uno va da un mafioso è più che probabile se non sicuro che questo, per procacciare voti, userà il proprio metodo, quello mafioso appunto. Il tutto si può sintetizzare dicendo che schierandosi si produce, a seconda della scelta, un effetto garantista o, al contrario, uno giustizialista.

TaorminaPer i cdd. reati di grave allarme sociale se ci si perde fra i cavilli si dà spazio e terreno fertile alla mafia che non ne avrebbe nemmeno bisogno a dir la verità. La mafia è un fenomeno umano e come tale avrà fine – diceva Falcone – ma, nel frattempo, uno sforzo logico è necessario.

La fattispecie di reato, ad oggi, è a un punto morto e gli orientamenti dell’Ecc.ma Corte, come quello suddetto, non migliorano la situazione. Nel 2014, con la modifica del 416 ter c.p.p., anche il politico diventa perseguibile sulla base del solo patto, quindi, senza dover necessariamente provare che dalla promessa derivi un effettivo rafforzamento della cosca mafiosa. Veniva inoltre aggiunto l’inciso “ogni altra utilità” come vantaggio, oltre al denaro, che può promettere un politico alla mafia. E’ arcinoto infatti che la mafia vuole potere, appalti, profitti d’ogni genere e non per forza danaro. Su quest’ultimi punti, ampia è stata la condivisione di vedute fra i relatori dell’incontro e, questo, come al resto, ha reso difficile distinguere le figure degli avvocati garantisti dai p.m. accusatori perché erano tutti (o quasi) concordi verso un approccio sostanzialista della questione di voto di scambio politico mafioso.