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Stabilizzazione del personale precario all’Università degli Studi di Salerno: la Cisl non è soddisfatta

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Stabilizzazione del personale precario all’Università degli Studi di Salerno: la Cisl non è soddisfatta

La Cisl Unisa non è soddisfatta del Piano stabilizzazioni del personale precario: restano fuori centinaia di lavoratori. La posizione del responsabile provinciale, Passamano

Dopo un lungo iter procedurale in sede di negoziazione decentrata (OO. SS., RSU e parte pubblica), il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 08 novembre 2018, ha approvato il “Piano stabilizzazioni dell’Università degli Studi di Salerno” per il personale tecnico-amministrativo, passaggio necessario per poter dare seguito all’applicazione della riforma Madìa (art. 20 del D.lgs 75/2017, c.2) in merito al “superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni”.

“La CISL Università di Salerno – dichiara Pasquale Passamano, Responsabile provinciale – già dal momento in cui il piano è stato presentato alle OO. SS. e alle RSU – piano che riguarda appena 15 unità – ha in primo luogo rappresentato la necessità di procedere immediatamente alla stabilizzazione della totalità di tali lavoratori, atteso il trasferimento, da parte del Ministero, delle risorse economiche vincolate a tal fine. In secondo luogo,  – continua Passamano – anche alla luce della sentenza del TAR Lazio n. 10158/2018, ha posto l’esigenza di considerare come beneficiari di questa normativa altresì le centinaia di assegnisti di ricerca che da più di 20 anni svolgono nel nostro Ateneo attività di supporto alla ricerca in un quadro di assoluta precarietà.

E’ necessario che, su quest’ultimo punto, al fine di evitare disparità di trattamento tra lavoratori di Atenei diversi, i Ministeri interessati (MIUR e PA) facciano chiarezza.

E’ nostro impegno – conclude Passamano – giungere a tale risultato anche attraverso una forte azione messa in campo dalla struttura nazionale della CISL Università”.