Sperimentando “altri orizzonti” teatrali con Eugenio Sideri (il 7 Marzo)



Si concluderà giovedì 7 Marzo (alle ore 14.00) con un’interessante performance a porte aperte, il laboratorio curato da Eugenio Sideri per gli allievi del Centro di formazione professionale a cura di Altri Orizzonti.

La piattaforma di arti contemporanee (attiva dal 2010 negli spazi del Centro Sociale “Cantarella” – Quartiere Italia) ha realizzato un modulo di approfondimento destinato agli aspiranti attori locali, che culminerà nella messinscena de “L’uomo dal fiore in bocca”, ovvero il dramma Pirandelliano ispirato al testo-madre dal titolo “La morte addosso”.

“E’ un’opera che tocca tutte le corde dell’anima di un attore – spiega Sideri – permettendo uno sviluppo totale dei sensi, attraverso ironia, sarcasmo e profondità esistenziale”. Laureatosi presso il D.A.M.S. in Storia dello Spettacolo, Sideri esordisce nel 1989 come drammaturgo e regista al Festival di Santarcangelo con un libero adattamento de La mia casa, opera dello scrittore tedesco Henirich Böll. Fonda la Compagnia del Druido, il Teatro dell’Idra, e Lady Godiva Teatro. Nel 2003 scrive, insieme ad Ascanio Celestini, Radiocronaca. Nel 2009 cura la drammaturgia di Nome di battaglia, spettacolo di danza della coreografa Carla Rizzu, premiato nell’ambito del concorso Danz’è, indetto dal Festival Oriente Occidente di Rovereto.

Nello stesso anno scrive “Finisce per A” , soliloquio tra Alfonsina Strada (unica donna al Giro d’Italia del 1924) e Gesù, interpretato da Patrizia Bollini e diretto da Gabriele Tesauri. Nel luglio del 2012, il suddetto lavoro è selezionato all’interno del Create12, Festival delle Arti inserito nelle manifestazioni olimpiche di Londra; lo scorso novembre, Sideri riceve il premio dalla Confesercenti di Ravenna per l’attività culturale-artistica svolta nell’ultimo anno.

Ogni volta che, per far vivere la scena – conclude l’attore – faccio incontrare gli attori con i testi, cerco la verità. Essere credibili è far vivere un personaggio raccontato in un testo. Qui sta la distanza, qui la “magagna” da risolvere: riuscire a dargli verità. Per questo preferisco parlare di creature, più che di personaggi: le creature sono i neonati, piccoli uomini e donne che sono da poco spuntati nella vita e alla vita rispondono con un corpo e una voce che sbraitano. Gridano alla vita e alla vita chiedono di essere accolti. In loro, nelle creature, non c’è alcuna sovrastruttura, alcuna finzione: sono.”

Per ulteriori info, potete consultare il sito: www.piattaformaaltriorizzonti.it

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