Si è smarrito Marek Hamsik

Dopo la bella gara a Roma del 5 febbraio, per la semifinale di Coppa Italia (andata Roma 3 – Napoli 2), ritroveremo sicuramente Marek Hamsik!

È naturale che un cambio nella guida tecnica di una squadra porta grossi sconvolgimenti perché vecchi e nuovi calciatori si ritrovano ad affrontare una nuova realtà e un nuovo credo tecnico-tattico.

L’approdo di Rafa Benitez sulla panchina del Napoli ha portato la Società di Aurelio De Laurentiis a ripartire dalle seguenti fasi:

1 Apprendimento,

2 Esecuzione,

3 Acquisizione,

4 Svolgimento mnemonico.

Adesso il Napoli sta nella terza fase, quella dell’acquisizione, dove gli errori si presentano maggiormente visibili e, causa anche un lungo infortunio, chi  più ha trovato difficoltà è stato proprio il capitano Marek Hamsik che ha rilasciato alcune dichiarazioni per la stampa nazionale che suonano come monito di una riscossa che partirà proprio dal suo “puro talento”.

Il Capitano Marek Hamsik
Il Capitano del Napoli Marek Hamsik

Marek Hamsik: “È stata una partita aperta con tante belle azioni, tanti goals ed è ancora tutto aperto per la gara di ritorno. La Roma sta facendo un campionato straordinario, lo dice la sua classifica e lo ha detto anche la gara di mercoledì: una squadra tosta contro la quale è difficile giocare. Però ieri sul due a zero siamo riusciti ad aggiustare la partita anche se abbiamo preso goal nel finale. Questo ci capita molto spesso e ci è andata male, ma nessun problema, perché con il tre a due e con il nostro pubblico al ritorno si può fare!

Hamsik in azione
Hamsik in azione

Il nostro allenatore ha un gioco offensivo, gli piace tanto giocare all’attacco. Certo è che anche noi attaccanti dobbiamo dare più equilibrio. Noi siamo in quattro: siamo tanti e perciò dobbiamo dare una mano anche in fase difensiva. Diciamo che quando perdiamo palla ci fanno delle ripartenze e lì che creiamo degli scompensi. Sabato abbiamo il Milan e come dice il mister la priorità è il Campionato per riconquistare la Champions.

Hamsik in manovra d'attacco
Hamsik in manovra d’attacco

In campionato, nelle ultime tre partite solo due punti sono pochi, allora dobbiamo ripartire perché è ancora tutto aperto per la Champions, per il secondo posto. Adesso c’è il Milan che è una squadra che sta risalendo, ha cambiato allenatore, mentalità e la gara non sarà affatto facile. Adesso non so se la gara dell’andata a Milano è stata la nostra miglior partita. Però a distanza di tanti anni è stato bello vincere a Milano, ma poi tutte le partite sono diverse e sicuramente anche quella di sabato sarà diversa. Poi sarà una gara che impegnerà tutta la squadra, perché il Milan è una squadra forte e con grosse individualità. Comunque noi vogliamo essere molto competitivi e combattere su tutti i fronti, siamo terzi in campionato, siamo in semifinale di Coppa Italia e siamo ai sedicesimi di Europa League e quindi c’è bisogno dell’apporto di tutta la rosa, perché sarà un anno tosto! Anche i due nuovi arrivi che hanno giocato bene ieri Jorginho e Ghoulam. Jorginho è un grandissimo giocatore, sa giocare benissimo palla e ha grande personalità, come lo stesso Ghoulam che ha fatto una grande partita. Sono sicuramente due acquisti azzeccati; ma adesso c’è bisogno di tutti.

Un attacco di Marek Hamsik
Un attacco di Marek Hamsik

Io ho una grandissima responsabilità quando scendo in campo con la fascia da capitano perché rappresento il Napoli e la città di Napoli, ma questo per me è anche un onore. Io so che non sto facendo benissimo in questo momento, ma arriverà un tempo nuovo per fare ancora bene. Tutti noi stiamo facendo bene, siamo sulla strada giusta, ma per poter vincere manca ancora qualcosina,  questo passo lo dobbiamo fare tutti insieme, sia la squadra sia la società”.

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...