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La festa di San Vincenzo a Camerota, tra devozione e musica

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Updated on 29 October 2020 22:56
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Domenica 10 luglio si è chiuso a Camerota il novenario in onore di San Vincenzo Ferreri: celebrazioni solenni e un modello da esportare. Guarda le foto

Agli annali, la seconda domenica di luglio appena trascorsa passerà come una giornata calda. Come il giorno in cui il piccolo Portogallo ha battuto la grande Francia in casa sua, laureandosi per la prima volta campione d’Europa.
A Camerota, paese in provincia di Salerno, la seconda domenica di luglio appena trascorsa sarà ricordata come il giorno di San Vincenzo Ferreri, il santo patrono, cui da secoli la cittadinanza è fortemente legata.

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Solenni celebrazioni si sono susseguite dall’alba al tramonto: messa alle sette, alle nove e alle undici (quest’ultima presieduta da Mons. Francesco Pio Tamburrino, arcivescovo emerito della diocesi di Foggia-Bovino e animata dal Coro polifonico Kamaraton Cantus); processione alle 18.00, te deum di ringraziamento e benedizione eucaristica. In serata, concerto sinfonico della banda Città di Agropoli, magistralmente diretta dal camerotano Nicola Pellegrino. Una performance sentita, legata a doppio filo a Camerota ed al suo santo patrono: la forte tradizione musicale del borgo, la devozione al santo e la professionalità del direttore hanno fatto il resto.

PAV_4843Le immagini che proponiamo descrivono il volto più autentico della fede popolare ed il valore aggiunto della tradizione: il ritratto di una comunità che, con umiltà, si accosta al divino e, per celebrarlo, si ritrova in una chiesa, in una piazza. Che nel nome di Vincenzo si compatta, in barba alle divisioni ed ai contrasti.

Balla, suona, applaude. Cucina piccole sfere di patate e piange di fronte al marmo con le fattezze del santo. Che cammina sotto il sole per ore, perché l’appuntamento della processione è immancabile ed emozionante, anno dopo anno. Ritratti da un borgo devoto, difficili da ritrovare in realtà cittadine maggiori, perché confinati in una geografia ristretta, nella quale i valori di un tempo trovano ancora spazio e corpo: un modello da esportare verso la città.

Foto All Rights Reserved Pietro Avallone