San Cipriano Picentino contro il divieto di integrare le tariffe scuolabus

“Lo scuolabus deve poter essere gratuito” l’appello del vicesindaco di San Cipriano Picentino, insieme con Uncem contro il divieto di integrare le tariffe scuolabus

L’Amministrazione comunale di San Cipriano Picentino, insieme con UNCEM (Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani), chiede un intervento del Governo: “lo scuolabus deve poter essere gratuito”.
Nelle scorse settimane, una deliberazione della sez. di controllo piemontese della Corte dei Conti (46/2019), ha chiarito che: “il trasporto scolastico è un servizio escluso dalla disciplina normativa dei servizi pubblici locali a domanda individuale, con la conseguenza diretta che il relativo costo non può gravare sull’Amministrazione civica.
I Comuni dunque non possano erogare gratuitamente il servizio di trasporto pubblico scolastico, perché trattandosi di servizio, deve avere a fondamento una adeguata copertura finanziaria.
Sulla vicenda è intervenuto Gennaro Aievoli, vicesindaco di San Cipriano Picentino, dichiarando: “la scorsa settimana ho partecipato all’assemblea dell’UNCEM, dove si è discusso della possibilità di proseguire il servizio scuolabus gratuitamente per le famiglie“.
“Con la delibera 46/2019, la Corte dei Conti, Sez. di controllo Piemonte, ha escluso qualsiasi discrezionalità per l’azione amministrativa dell’ente che intenda agevolare la frequenza all’attività didattica da parte dell’utenza scolastica. L’invarianza finanziaria per lo scuolabus – ha spiegato Aievoli – è prevista dall’art.5, comma 2, del Dlgs 63/2017 dove si afferma che: il servizio di scuolabus è assicurato su istanza di parte e dietro pagamento di una quota di partecipazione diretta, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti territoriali interessati. Alla luce di tale decisione e precisazione della Corte dei Conti abbiamo stabilito di richiedere al Governo una modifica urgente del D. Lgs 63/2017 lasciando ai comuni la scelta di poter offrire il servizio a titolo gratuito. Continueremo la nostra battaglia nelle sedi istituzionali per mantenere il servizio attivo e gratuito.”