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Salerno Letteratura, al via il festival “perdurante” dal 18 al 25 luglio

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Updated on 4 August 2020 20:21
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Nel Salone dei Marmi del Palazzo di città si è svolta quest’oggi la conferenza stampa sull’imminente appuntamento culturale con “Salerno Letteratura”

Salerno. “Salerno Letteratura” non intende essere designato semplicemente “festival della letteratura”. Esso ha un obiettivo di gran lunga più importante, mira a diventare meta di un turismo di nicchia, in cui la beneamata città sul Golfo fa da cornice all’evento in un rapporto sinergico con la letteratura, come riferisce proprio il Sindaco Vincenzo Napoli.

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Ines Mainieri, direttrice organizzativa dell’evento, introduce questa ottava edizione del Festival e riferisce la presenza di 160 nomi tra scrittori, musicisti, attori, artisti italiani e stranieri. 120 sono gli eventi proposti dal Festival, la cui organizzazione sarà resa più agile dalla predisposizione degli eventi all’aperto. La Mainieri cita anche il “calessino” poetico che, grazie anche alla collaborazione della Fondazione culturale Alfonso Gatto viaggerà durante le giornate del festival per la zona orientale della città e “reclamerà” poesie dalle 19 in poi.

Ad entrare nell'”anima” di uno degli eventi letterari più belli ed interessanti d’Italia, insieme al Festivaletteratura di Mantova e Pordenonelegge, è Gennaro Carillo. Docente di Storia del pensiero politico all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il Professor Carillo ci spiega che l’evento Salerno Letteratura non è un semplice festival, che funge da “vetrina” ad autori e case editrici. Esso è un evento in cui i contenuti si intrecciano per diventare luogo di “produzione di cultura”.

L’esempio citato dal Prof. Carillo: “Noi avremo per Salerno Letteratura una produzione ad hoc, in cui Annamaria Cortese dialoga con Giacomo Leopardi, attraverso la voce di questa grandissima signora del teatro italiano. Questo significa produzione culturale. Questo Festival non è mera recezione passiva di qualcosa che viene prodotto all’esterno, ma è un grande luogo di lavorazione, concentrazione e anche di dialettiche interne”.

L’introduzione all’evento continua con il contributo dell’assessore alla cultura, Antonia Willburger che sottolinea la centralità degli strumenti tecnologici e multimediali per il festival come i collegamenti in streaming con voci autorevoli della letteratura e la scansione dei Qr-code per l’ascolto delle poesie. Questo evento è per l’assessore alla cultura la possibilità di creare a Salerno un “flusso di idee e di menti eccellenti”.

Il Festival avrà quest’anno come filo conduttore proprio un “filo verde”, cioè la centralità del tema del “mondo naturale che non abbiamo difeso e che non difendiamo abbastanza”. Francesco Durante, precedente direttore artistico venuto a mancare lo scorso agosto, aveva caro questo tema che viene ripreso in una sezione intitolata “O natura O natura” e viene proposto come focus nel rapporto tra uomo e natura.

Uno dei testi che farà da sfondo alla dialettica sul rapporto uomo-natura è il romanzo di David Quammen, Spillover. L’evoluzione delle pandemie, in cui l’eredità emotiva e sociale di un’emergenza pandemica vissuta nella realtà si intrecceranno con nuove considerazioni.

Il festival porta l’attributo di “perdurante” che è un gioco di parole per ricordare uno dei suoi ideatori, Francesco Durante, venuto a mancare l’anno scorso, ma ha anche lo scopo di rafforzare l’idea di un “istituzione” che nonostante le difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria, raccoglie e ritrova le sue forze in un click emotivo che richiama a sè nella cornice salernitana autori e personaggi affetti da “sindrome della capanna” post quarantena, ma che ritrovano in Salerno e nella sua cultura la voglia di un “nuovo respiro”.

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