Salerno, impianto dei reflui urbani sequestrato



In data odierna è stata data esecuzione ad un provvedimento cautelare reale che, su richiesta di questa Procura, è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno

La Polizia Giudiziaria, delegata per l’esecuzione, e che era stata incaricata delle indagini, è il N.O.E. dei Carabinieri di Salerno.

In particolare, è stato disposto il sequestro preventivo dell’impianto di trattamento dei reflui urbani ubicato alla località Temete del comune di Laviano.

Il G.I.P. ha riconosciuto il fumus dei reati di danneggiamento di acque pubbliche, gettito di cose idonee a molestare le persone, deturpamento di bellezze naturali di cui agli arti. 635 c.p., 674 c.p., 181 co 1 bis L. 42/04.

Detti reati sono stati contestati in quanto, all’esito degli accertamenti delegati da quest’Ufficio, è emersa l’inidoneità dell’impianto al fine del trattamento delle acque che, quindi, venivano immesse in corso d’acqua superficiale (Torrente Temete, ricadente nel bacino idrografico Sele) senza idonea depurazione. Le acque sversate , quindi, contenevano sostanze inquinanti che danneggiavano le matrici ambientali di beni pubblici, oltretutto protetti da vincolo paesaggistico.

Complessivamente risultano indagate n. 3 persone, oltre che per i reati indicati prima, anche per il delitto di cui all’art. 328 co 1 c.p..

Gli accertamenti si collocano in una più ampia attività delle Procura della Repubblica di Salerno finalizzata a verificare eventuali illeciti nella gestione dei sistemi di depurazione delle acque reflue dei Comuni dell’intero circondario e, quindi, si inserisce nell’ambito di una più vasta strategia volta ad accertare tutte le possibili cause dell’inquinamento delle acque superficiali interne e del mare, indagine che nei mesi scorsi ha già portato al sequestro di numerosi altri impianti di depurazione di comuni dell’area geografica interna e costieri .

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