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Salerno, fatture false e commercio illecito di gasolio: nei guai un imprenditore

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Updated on 26 October 2020 9:44
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Sequestrati beni per oltre 300 mila euro ad un imprenditore che emetteva fatture false e commerciava gasolio con un’impropria agevolazione fiscale. È accaduto in provincia di Salerno

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per 330 mila euro, a firma del GIP del Tribunale nei confronti di un imprenditore locale, per l’emissione di fatture false ed il commercio di gasolio soggetto ad un regime di tassazione agevolata, destinato ad usi diversi rispetto a quelli riconosciuti ai fini dell’abbattimento dell’imposta.

Il provvedimento è stato adottato al termine di una verifica fiscale condotta dai Finanzieri di Eboli, presso un deposito di carburante ad uso agricolo con sede operativa a Castelcivita (SA). Il gasolio in agricoltura gode di una riduzione dell’accisa nella misura del 61 % dell’aliquota prevista per quello di autotrazione. Il prezzo finale risulta, di conseguenza inferiore di circa 1 euro al litro, rispetto a quello praticato dai distributori stradali. Proprio per questo sono imposti dei limiti alla commercializzazione del prodotto, che non può essere destinato ad un utilizzo diverso da quello “agricolo”. Dalle indagini è emerso invece che l’imprenditore in questione, tra il 2013 ed il 2017, ha ceduto “in nero” oltre 2 milioni di litri di carburante ad uso agricolo a soggetti che non possedevano i requisiti per acquistarlo, documentando la vendita con fatture intestate ad agricoltori con cui, di fatto, non aveva intrattenuto alcun rapporto commerciale.

Al termine del controllo delle Fiamme Gialle l’imprenditore, per proseguire indisturbato la propria attività, ha pensato di cedere formalmente il deposito ad un’altra società, sulla carta amministrata da terzi, di fatto continuando a gestirla in prima persona. I Finanzieri hanno dunque provveduto al sequestro dello stabilimento e di altri beni riconducibili all’indagato, tra cui le quote sociali di 4 aziende, 4 locali commerciali, 13 terreni e 7 autoveicoli, per un valore complessivo di oltre 330 milia euro; il responsabile dovrà ora rispondere dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e di sottrazione fraudolenta al pagamento dell’accisa sugli oli minerali.