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Salerno dice no ad omofobia e transfobia

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Salerno dice no ad omofobia e transfobia

Nella giornata di ieri, presso il Museo dello Sbarco e Salerno Capitale, si è svolto il convegno intitolato “Omofobia e transfobia, la lunga strada verso la libertà“.

Nel corso dell’ evento sono stati illustrati i problemi inerenti all’ omofobia e alla transfobia. Attualmente in Italia non esiste ancora una legge che punisce gli atti di omofobia e transfobia.

Per Eddy Palescandolo (vicepresidente Arcigay “Marcella di Folco” di Salerno) “non è sempre facile gestire una realtà di provincia come l’ Arcigay salernitana, ogni giorno si incontrano nuove difficoltà. Sul problema dell’ omofobia ci sono due questioni: quella giuridica e quella culturale. Stiamo lavorando sodo per far sì che vengano portati avanti entrambi gli argomenti” – ha concluso Palescandolo.

Molto interessante è stata l’ illustrazione del Progetto BackOffice e dell’ Antenna UNAR.  Questo tipo di progetto ha attivato cinque antenne territoriali nel Mezzogiorno al fine di far emergere i casi di discriminazione e violenza nei confronti degli omosessuali e creare una banca dati per raccogliere i vari episodi. Le antenne sono attive a Palermo, Foggia, Salerno, Cosenza e Messina.

L’ UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) permette a tutti i cittadini di segnalare episodi di discriminazione a causa dell’ identità di genere e dell’ orientamento sessuale. A Salerno lo sportello è presente in via Giuseppe Centola n. 6 e riceve ogni mercoledì dalle 16:00 alle 20:00.

“Sono stato nominato responsabile dell’ Antenna UNAR da pochi mesi e sono molto fiero di ciò. Nell’ ultimo periodo abbiamo avuto molte segnalazioni da varie zone della provincia di Salerno”- ha dichiarato Lorenzo Forte (operatore regionale Arcigay- Progetto BackOffice Antenna UNAR Campania). “Ci troviamo in un momento storico importantissimo poiché il 22 luglio la Camera dei deputati dovrebbe approvare la legge sull’ omofobia e transfobia”- ha proseguito Forte.

Molto toccante è stato il momento nel quale è stato depositato un mazzo di fiori nel vagone (presente nel piazzale del Museo dello Sbarco e Salerno Capitale) che fu adibito al trasporto nei campi di concentramento di ebrei, rom, prigionieri politici, omosessuali ecc. Dopo questo gesto altamente simbolico e ricco di emozioni si è susseguito un intenso minuto di raccoglimento.