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Le sale operatorie dell’Ospedale di Nocera paralizzate

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Updated on 1 October 2020 15:24
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Il nosocomio nocerino è afflitto da carenza di personale. Sale operatorie inoperose. I dirigenti studiano, i pazienti ne pagano le spese

L’Ospedale Umberto I di Nocera Infariore da sempre, in alcuni reparti, rappresenta un’eccellenza. Però, in tempo di spending review e blocco del turnover, il polo sanitario è fermo per carenza di infermieri in organico. Ogni giorno si è costretti a “pesare” i pazienti. Gli interventi slittano a causa dei tanti arrivi al pronto soccorso e delle emergenze provenienti dagli altri ospedali comprensoriali. Infatti il nosocomio nocerino è il fulcro di un’area che va da Scafati a Cava de’ Tirreni, da Sarno a Mercato San Severino. Inoltre è centro emergenziale per le calamità naturali di tutta l’area.

L’emergenza che sta paralizzando i gruppi operatori dell’Umberto I non è di questi giorni. Già prima dell’estate varie sigle sindacali ed utenti avevano fortemente richiesto l’inserimento di nuovi infermieri. Infatti il blocco delle sale operatorie ha origine proprio dall’assenza di operatori qualificati. Essendo l’ospedale capofila di un territorio che conta per circa 400 mila persone, è necessario intervenire presto.

Alle promesse di interventi tampone per sopperire alla carenza di personale, non sono seguite i fatti. Ancora oggi, per interventi da eseguire quanto prima, i pazienti sono costretti ad attendere settimane. Mesi per la diagnostica. Dall’Area Ospedaliera dei Colli di Napoli dovevano arrivare circa 40 camici bianchi. A distanza di mesi la situazione è immutata.

Resta la consapevolezza, a volte preventiva, di non poter usufruire del servizio sanitario pubblico. E spesso a costo di sacrifici logistici ed economici rivolgersi a strutture private. Ovviamente, l’attività del privato è molto più onerosa di quella del pubblico.

Quindi ai dirigenti che devono far quadrare i conti della sanità campana, va posta una domanda riadattando quella di De Crescenzo: “Ma a noi, ci conviene?”

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