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Sagra dello struzzo, l’indignazione degli animalisti cavesi: “No alle sagre dell’arroganza”

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Updated on 1 October 2022 19:09
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Sagra dello struzzo, l’indignazione degli animalisti cavesi: “No alle sagre dell’arroganza”

Cava De’ Tirreni. Anche quest’anno purtroppo presso il Convento di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni si terrà la Sagra dello struzzo. E anche in questa edizione l’associazione animalista cavese ‘Venganch’io’ sarà presente durante la prima serata di sabato (21 luglio, ndr) per protestare contro il perdurare di questa sagra, nonostante le polemiche e gli incidenti dello scorso anno, e per informare i cittadini sull’alternativa vegetariana e vegana a un’alimentazione onnivora, un’alimentazione salutare e rispettosa di tutti gli esseri senzienti. I membri dell’associazione Venganch’io sentono di dover lasciare alcune parole ai cittadini.

Ci sono tre cose che nella vita non tornano più indietro: la parola data, il tempo trascorso e l’occasione persa.

 

LA PAROLA DETTA. Il Vescovo alla nostra presidente aveva assicurato che la sagra non si sarebbe più fatta e lo stesso monaco dichiarò, ad un quotidiano locale, il 24 luglio 2011: “Lo struzzo scomparirà dal nome della sagra…”.

 

IL TEMPO TRASCORSO. Dopo un anno tutto è andato nel dimenticatoio: gli insulti, le offese, le botte, la parola data. Ad oggi nessun esponente ecclesiastico ha contattato il ragazzo ferito, nessuna delle donne pesantemente insultate è stata contattata dalle autorità francescane per scusarsi dell’accaduto, anzi: si continua a mentire affermando che siamo entrati nel chiostro, quando invece siamo rimasti sempre e soltanto sulla strada pubblica, i volontari coinvolti sono stati usati come unica “scusante” dell’accaduto, per essere andati lì a provocare (avere delle idee diverse dalle loro significa ‘provocare’), come se poi un volantino su cui si cercava di sensibilizzare le persone verso la detenzione e uccisione di un animale esotico, potesse giustificare una ‘sceriffata’, con calci, sputi e parolacce.

 

L’OCCASIONE PERSA. Quella di cercare un dialogo tra i giovani volontari e la chiesa e qui non sono state poche le persone a ridere della nostra ‘ingenuità’, anche per aver creduto alle promesse fatteci l’anno scorso. Alla luce di ciò, troviamo inaccettabile questa sfrontatezza da eterni impuniti, e saremo ancora lì a gridare il nostro sdegno per quello che è successo. Siamo qui a dire ‘No alle sagra dell’arroganza’.