Scafati, sacerdote attore in un video hard: sospeso a divinis



salerno

Il prete aveva prestato la sua opera in una chiesa di Scafati dalla quale era stato allontanato dopo un ricatto ma poi è finito in un altro film hard

Era stato prete anche a Scafati, ma il vescovo aveva deciso di mandarlo via perché era comparso in un filmino hard omosessuale, finito anche in un ricatto. All’epoca fu monsignor Beniamino De Palma ad emettere il provvedimento di trasferimento per il parroco che fu trasferito in una parrocchia dell’area di Marigliano.

Il prete ci sarebbe ricascato finendo in un altro filmino hard con due o più persone dello stesso sesso tra cui anche dei parrocchiani, a questo punto la decisione di trasferire il parroco in Piemonte, ma poichè anche al Nord il sacerdote ha continuato, il vescovo ha quindi emesso un provvedimento di sospensione a divinis ovvero di interruzione della vita clericale, dopo aver visto le scene che ritraggono il prete in sesso gay.

Un altro problema per la diocesi di Nola dopo la questione che era finita anche nei rotocalchi nazionali, del Prete presunto amante di una sua parrocchiana, sempre a Scafati. Ad occuparsi di questa vicenda piccante su segnalazione di una dipendente della Curia di Nola, è stato il sito ilventiquattro.it che ha riportato la storia che è destinata a fare nuovamente scalpore in tutto l’Agro nocerino o ma anche nell’area nolana. A svelare l’intrigo a Ilventiquattro.it è stato una dipendente della Curia di Nola (che preferisce restare nell’anonimato per timore di ritorsioni).

Il sacerdote sarebbe finito, per la prima volta, in un filmino hard omosessuale quando era alla guida di una parrocchia di Scafati. Dal giorno della sospensione a divinis il prete non si sarebbe visto. A metà gennaio al vertice della Curia di Nola è arrivato un nuovo vescovo, monsignore Francesco Marino che dovrà affrontare anche l’affaire del sacerdote attore non si sa se voluto in un film ’hard omosex che tanto scandalo ha suscitato e continuerà a suscitare nella diocesi e non solo.

In collaborazione con Le Cronache 

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