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Punto vaccinale Baronissi, Spi Cgil Salerno sul piede di guerra

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Updated on 7 May 2021 0:13
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“Criticità inaccettabili” rallentano la campagna vaccinale a Baronissi, tutte da imputare a “disorganizzazione e ritardi” dell’Asl 67 di Mercato S. Severino: la missiva

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una missiva firmata Spi Cgil Salerno in cui si mettono in luce tutte le inaccettabili criticità che rallenterebbero la campagna vaccinale anti-Covid sul territorio di Baronissi.

Lo Spi Cgil (Sindacato Pensionati) di Salerno, con migliaia di iscritti, è organizzato con decine di sedi in tutta la provincia di Salerno per tutelare e assistere gli anziani ancor di più nel particolaremomento che viviamo, dovuto alla pandemia da Covid.

Dal 13 Marzo u.s. è attivo a Baronissi il Punto Vaccinale presso il Palazzetto dello sport PalaIrno. Tale struttura, composta di otto box , è rispondente ad ogni misura organizzativa e di sicurezza. Tuttavia ad oggi si riscontrano gravissime criticità, inconcepibili e inaccettabili per l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, determinate da disorganizzazione e ritardi del distretto ASL 67 di Mercato S. Severino, cui spetta la responsabilità organizzativa:

o Nella migliore delle ipotesi, sono aperti 3/4 box su 8, con personale sanitario comandato in un solo turno giornaliero, nonostante la disponibilità di medici pensionati ad effettuare servizi di vaccinazione. Come mai non sono utilizzati? Quali interessi si nascondono?

o Ad oggi, e non soltanto per la mancata o scarsa fornitura di siero, è stato vaccinato con prima dose, su una popolazione di circa 18.000 abitanti, solo il 12%, dato assolutamente insufficiente e inadeguato. E sappiamo che ogni dose di vaccino ritardata o addirittura sottratta ad un anziano, per favorire i soliti furbi, ha conseguenze letali per gli anziani.

o Paradossalmente non sono state ancora praticate vaccinazioni neanche agli ospiti ed agli operatori della casa di riposo San Francesco di Paola di Saragnano, dove a novembre 2020 si è sviluppato un gravissimo focolaio di positivi.

o Anche gli over 80 non deambulanti sono in speranzosa attesa del vaccino…

o Né si intravede ancora la possibilità delle vaccinazioni per i soggetti fragili, come indicato dal commissario di governo.

o Anche i medici di base sono allo sbando senza indicazioni e direttive dal Distretto 67

dell’Asl.

In questa situazione di gravissime criticità con che animo qualcuno ha pensato di dare priorità agli abitanti delle isole campane, dai 16 anni in su, sacrificando gli anziani?

Lo Spi Cgil ritiene che, prima ancora della disponibilità di vaccini, il vero problema sia la capacità organizzativa dei vertici del Distretto sanitario 67 che, evidentemente, fa acqua da tutte le parti e deve portare a provvedimenti conseguenti drastici. Lo Spi manterrà alta la vigilanza perché vi sia la consapevolezza, delle istituzioni in primis, che ogni ritardo, errore, superficialità, clientela da vaccino, determina una crescita proporzionale dei decessi, soprattutto delle persone anziane, deboli e fragili. E lo Spi è nato per difenderle.

Da ultimo lo Spi Cgil conferma il proprio impegno per coadiuvare coloro che hanno difficoltà, over 60, 70 e over 80, a registrarsi sulla piattaforma, consapevole che mancano all’appello migliaia di anziani “invisibili” che ad oggi non hanno effettuato alcuna prenotazione.