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Paese che vai…Pasqua che trovi!

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Paese che vai…Pasqua che trovi!

Vi siete mai chiesti se la Pasqua è uguale anche negli altri paesi? ESN Salerno ha pensato di intervistare alcuni erasmus di diversi paesi per capire come in Europa viene celebrata questa festività, facendo emergere, accanto ad elementi “universali”, molte curiosità ed usanze tipiche che sono per lo più poco note.

«In OLANDA» – racconta Rossana – «mia nonna prepara sempre la “erwtensoap”, una zuppa di piselli, che suole essere accompagnata da pane di segale. Si usa anche mandare molte cartoline di Pasqua, come a Natale. Inoltre si cucina il  “Blauwe Hollander “, che ricorda molto un purè con sopra della carne. Naturalmente non manca il cioccolato e le uova di Pasqua, che sono tipiche ovunque! Ricordo che mia nonna nascondeva a tutti noi cugini delle uova di cioccolato di colore diverso, e ad ognuno di noi dava un colore. Dovevamo trovare le uova del nostro colore, ma se trovavamo uova di colore diverso, non dovevamo svelarlo: infatti solo uno vinceva: chi per primo trovava tutte le uova del suo colore. Il premio era una zampa di coniglio di cioccolato bianco e nero buonissimo. Infine un particolare tipo di uova di cioccolato è quello ripieno di un liquido color arancione molto dolce e fatto con lo zabaglione. »

«Abbiamo molti cibi tipici pasquali in AUSTRIA”» – dice Tania – «mangiamo carne affumicata, il rafano, la salsiccia essiccata, uova, pane bianco; prima di mangiare tutte queste cose si va in chiesa e il prete benedice i cibi. In ogni famiglia si usa esporre un rametto decorato con uova vuote colorate. In generale si può dire che Pasqua è una grande festa della famiglia e tutta la fine della settimana Santa si mangia insieme. Ecco perché dopo questo periodo non ho più voglia di mangiare queste cose per il resto dell’anno! C’è poi un gioco che si fa in due con le uova: ognuno prende un uovo e prova a rompere quello dell’altra persona; vince chi riesce per primo a rompere l’uovo dell’altro. Per i bambini invece la caccia all’uovo è il gioco della domenica: loro cercano le uova di cioccolato pensando che il coniglietto di Pasqua le abbia nascoste, e generalmente vengono messi in recipienti che ricordano dei nidi,  che noi chiamiamo nidi di Pasqua».

Raquel ci descrive un dolce tipico pasquale che fanno in PORTOGALLO, il “folar”: «si tratta di un impasto che è una via di mezzo tra pane e biscotto, con al centro un uovo sodo». «Io invece» – ci spiega Tania – «vivo in un piccolo paese dove la tradizione si è conservata meglio: il giorno di Pasqua tutti lasciano la porta aperta e i conoscenti entrano in casa per un rito che consiste nel baciare il crocefisso; c’è un uomo che per tutto il giorno porta questo crocefisso e si va di casa in casa dove, ogni famiglia, ha preparato del cibo che offre durante il rito. Questo evento dura tutta la giornata finché, alla fine, ci si riunisce in chiesa per i canti religiosi. Quel giorno si mangia e si beve davvero tanto perché in ogni casa in cui si entra non si può rifiutare di prendere qualcosa!  Il cibo tipico di Pasqua della mia regione è il “sarrabulho”, fatto di carne di maiale, pollo, mucca e con il pane e il sangue di maiale. Il procedimento di preparazione è particolare ma è davvero buonissimo… Dovreste provarlo!».

Invece in GERMANIA? Anche li il cibo tipico è l’agnello, come ci conferma Annika: «Lo mangiamo arrosto la domenica, spesso accompagnato da spinaci e patate! Poi come tradizione coloriamo le uova e le nascondiamo ai bambini che devono cercarle. Per i bambini si fanno delle “Osternester”, un cesto di pasqua che ricorda un po’ i cesti natalizi che si usa fare in Italia, in cui si mettono uova di cioccolato; anche questo viene nascosto perché i bambini si divertano a cercarlo. Un’ altra tradizione è quella di prendere delle uova, fare un piccolo buco e soffiare quello che c’è dentro, facendolo uscire fuori; dopo il guscio viene colorato e le uova vengono appese agli alberi come decorazione. Come dolce esiste anche il “osterlamm” , un dolce, molto spesso a forma di agnello, che ricorda come consistenza il vostro pan di spagna. Mia nonna è sempre attenta a mantenere queste tradizioni e si adopera sempre in cucina nel periodo di Pasqua!».

Meno legata alla tradizione sembra essere la FRANCIA,  dove, a dire di Alizeé: «l’unica tradizione è che i genitori nascondono le uova da Pasqua nel giardino o nella casa, e i bambini devono cercarli. Si dice loro che sono le campane ad averle nascoste.  Come cibo tipico c’è l’agnello, ma molti mangiano anche il maiale. Invece non esistono tipici dolci come da voi la colomba o la pastiera».

«Secondo me la frase italiana “natale con i tuoi pasqua con chi vuoi”  vale anche per l’INGHILTERRA» – Dice Kirsty – «infatti noi inglesi preferiamo stare tra amici. Sicuramente  ci regaliamo le uova e quelli più religiosi probabilmente vanno a chiesa, mentre per i bambini si organizza la classica “caccia all’uovo”. Per quanto riguarda i cibi tipici tutti mangiano gli ” hot cross buns”, dei panetti dolci farciti con frutta secca, e la “simnel cake”, una torta di marzapane, sempre farcita di frutta secca». «Abbiamo anche gli “easter nest cakes”»  – aggiunge Laura – «sono i cereali con cioccolato; spesso  i bambini preparano questi dolci con la mamma perché sono molto facile cucinare!».

Più particolare la descrizione di Diana: «in ROMANIA siamo ortodossi, e la nostra Pasqua quest’anno cade il 5 maggio; alle 12:00, inizia la funzione religiosa e la gente va nelle chiese in tutta la città con le candele, in attesa di ricevere lo spirito Santo e poi le persone seguono i sacerdoti per tre volte intorno alla chiesa domenica mattina, ancora una volta la gente va in chiesa per santificare il cibo e per avere un po’ di pane santo. Ogni mattina, per 3 giorni, prima di mangiare si dice una preghiera e si mangia un po’ di quel pane sacro con il vino. Dopo aver mangiato il pane santo cominciamo a rompere alcune uova dipinte con la famiglia. In questi 3 giorni abbiamo sotto il tavolo una scure, che simboleggia forza, ed un rametto che simboleggia la vita. Un’altra cosa che le persone fanno è quello di acquistare un nuovo capo di abbigliamento per ogni membro della famiglia, a seconda del budget, come simbolo di rinnovamento.
Per quanto riguarda il cibo tipico: uova dipinte, di rosso e anche altri colori. Si può comprare la pittura rossa , ma tradizionalmente può essere ottenuto utilizzando la buccia di cipolla e peperoncino. Si mangia agnello arrostito, minestre con carne di agnello o anche di capretto. Facciamo diversi tipi di insalate, come l’insalata “boeuf”, uova farcite, insalate con maionese, yogurt, funghi, un po’ di carne. Ma un cibo tipico è il “drob”, fatto di fegato e cuore di agnello, uova sode, cipolla verde, verdura, pepe … Molto gustoso! Alcune persone usano cucinare anche il “sarmale”: carne e riso avvolto in foglie di cavolo. Una settimana dopo Pasqua, la gente va al cimitero con un po’ di questi cibi tipici e li danno ai bambini, assieme a caramelle e uova».
«Queste uova» – specifica Otilia – «sono spesso rosse perché simbolo della crocifissione di Gesù e non sono di cioccolato ma uova sode dipinte. In genere usiamo romperle la mattina della domenica di Pasqua urtandole una contro l’altra».

«In POLONIA tutti stanno in famiglia per la Pasqua e si preparano molti cibi – dice Agnieszka – «ma un rito molto praticato è di andare in chiesa con un cesto nel quale si mettono uova colorate, affettati, carne, pane, cioccolata etc. ed il prete li benedice. Quindi la domenica si fa una abbondante colazione con tutte queste cose, ed in particolare con le uova preparate in vari modi. C’è una torta tipica, si chiama MAZUREK, ed è fatta di cioccolato, farina di mandorle, yogurt e marmellata di arancia». «Il lunedì abbiamo una vecchia tradizione slovena» – aggiunge Sara – «i ragazzi devono bagnare completamente le ragazze con dell’acqua. Se le ragazze non vengono bagnate vuol dire che diventeranno delle vecchie zitelle. Nell’antica tradizione le ragazze in risposta dovevano colpire forte i ragazzi nelle gambe, ma oggi nessuno lo fa più. La tradizione con l’acqua invece esiste ancora. Sfortunatamente il tempo in Marzo/Aprile durante gli ultimi anni è stato orribile, quindi è impossibile portare avanti la tradizione. Ad esempio in questo momento in Polonia nevica e ci sono 2° durante il giorno e, a volte, si arriva a -10° durante la notte».

Per concludere non può mancare la SPAGNA, che nella nostra città ha il maggior numero di studenti erasmus. «La settimana Santa di Caceres» – racconta Esperanza – «è stata dichiarata nel 2011 come “di interesse turistico internazionale” e richiama molta gente. La processione e la musica riempiono le strade del centro. Una delle processioni più particolari è quella del “Cristo Negro”, caratterizzata da un voto del silenzio; l’unico rumore che si sente è quello di una campana che indica il passaggio della processione. Ci sono tantissime leggende che riguardano questa immagine, alcune di esse anche legate all’origine dei templari! Piatto tipico sono le “torrjas”, un dolce semplice da preparare, fatto con pane inzuppato in latte e uova e fritto e i “buñuelos”, simili alle frittelle ma fatte col formaggio». «Altro dolce tipico sono i “pestiños” » – Dice Lucia – «che ricorda come impasto la zeppola». Anche Ana ci conferma che le processioni assumono grande importanza nel periodo pasquale «ma anche se celebrano momenti della Bibbia, come l’entrata di Gesù a Gerusalemme, l’ultima cena etc, in realtà sono più intesi come momenti di festa e tradizione. Particolare è la processione della Domenica delle Palme, chiamata “La Borriquita”, dove è caratteristica la presenza di bambini che portano foglie di Palma. Capita inoltre che alcune persone particolarmente devote, avendo fatto un voto, seguano la processione, a volte anche scalzi o addirittura con delle catene attaccate alle caviglie. Durante le processioni poi, soprattutto in Andalusia, ci sono alcune persone che intonano canti detti “Saetas” e che hanno un tono che mi ricorda un po’ il Flamenco.»

Infine Fidel ci consiglia la visione di un breve video, con scene di tipiche processioni, tra cui un insolito “ballo della morte”.

a cura di Antonio Belsito