Operazione Jamm Jamm: gioco d’azzardo, clan e agenti collusi



La complessa ed articolata organizzazione criminale, al centro dell’operazione Jamm Jamm è riconducibile alla famiglia dei Contaldo di Pagani, detti “I caccaviello“. Avevano infiltrazioni anche nelle forze dell’ordine: dei tre agenti coinvolti, uno accusato di concorso di tipo associativo

Jamm Jamm è il nome dell’operazione della Guardia di Finanza di Salerno, grazie a cui ci sono state misure cautelari coercitive, sequestri e perquisizioni sul territorio nazionale.

Dalle indagini sono emersi svariati capi d’imputazione a carico dei  indagati, di cui 57 ritenuti associati all’attività criminale. Tra le imputazioni, alcune spiccano come sorprendenti: si parla infatti anche di rivelazione di segreto d’ufficio da parte di tre agenti di diversi corpi di polizia. Dei tre, due sono stati interdetti dai pubblici uffici, uno è indagato per concorso di tipo associativo.

Dei 64 indagati, 57 sono accusati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di organizzazione e raccolta a distanza del gioco on line. Gli altri rispondono di diversi reati scopo: oltre all’abusiva attività di organizzazione di gioco online sono contestate ipotesi di estorsione, e riciclaggio, nonché di trasferimento fraudolento di valori, frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico, falsità, violenza privata ai danni dei soci che mano a mano venivano estromessi, abusivo esercizio di una professione sanitaria, favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio.

jamm jamm-operazioneSu delega della Procura della Repubblica di Salerno – Direzione distrettuale antimafia, nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare (8 in carcere e 10 agli arresti domiciliari), disposte dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Salerno, nei confronti di un sodalizio criminale organizzato con sede operativa nell’agro nocerino sarnese, operante sul territorio nazionale ed in particolare, oltre che in Campania, nelle Regioni Basilicata e Calabria, dedito alla gestione e all’amministrazione in generale dei giochi on-line con piattaforme illegali di siti web esteri abusivamente attive in Italia in assenza della prescritta autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato: la particolarità dell’Operazione Jamm Jamm – il nome, come specificheremo, è dovuto al primo discopub da cui ha avuto origine l’epidemica estensione di questa realtà criminale – sta nel fatto che tutto il circuito è stato attivato con la piena e radicata consapevolezza della illiceità delle attività.

L’operazione Jamm Jamm è stata eseguita a seguito degli sviluppi di un’indagine coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Salerno – Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno attraverso l’aliquota specializzata del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata – G.I.C.O.

La complessa ed articolata organizzazione criminale è riconducibile alla famiglia dei Contaldo di Pagani (SA) detti “i caccaviello“: questa è una nota di particolare interesse perchè quella Contaldo è una famiglia estremamente ramificata.

Il principale promotore, Contaldo Antonio, classe ’66, unitamente ai suoi fratelli, figli e familiari gestiva diverse piattaforme e canali “on-line” per la raccolta delle scommesse clandestine e del poker su internet, creandone anche di proprie. A tal fine si è giovato di collaborazioni con altre organizzazioni operanti sul territorio nazionale quali quelle riconducibili ai fratelli Tancredi di Potenza e con soggetti contigui a cosche della ‘Ndrangheta calabrese, anche costoro raggiunti dai provvedimenti emessi dall’A.G. di Salerno.

Inoltre, per sviluppare e imporre nella provincia di Salerno le proprie piattaforme di gioco si rivolgeva e si associava a personaggi affiliati a clan camorristici del nocerino e della zona della valle dell’Irno, nonché a pluripregiudicati con provata esperienza nel settore dei giochi on-line.

jamm jamm sitiI siti di gioco erano alterati in modo da rendere impossibile per il giocatore effettuare vincite apprezzabili.

La rete dei punti gioco nella provincia di Salerno coinvolgeva esercizi commerciali di Pagani, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio e Sant’Egidio del Monte Albino.

Le operazioni Jamm Jamm hanno interessato un campo interregionale, ma anche internazionale; riguardano anche soggetti residenti a Potenza, Cirò Marina e Favara, nonché uno già detenuto a Frosinone, con la collaborazione dei Nuclei di polizia tributaria della Guardia di finanza di Potenza, Crotone ed Agrigento.

Le proiezioni internazionali dell’organizzazione spaziavano dal Canada al Regno Unito, da Malta al Montenegro.

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Per l’attuazione dei fini illeciti dell’organizzazione i Contaldo hanno ottenuto supporto da diversi esercenti commerciali che “ospitavano” le illeciti piattaforme di gioco e di raccolta delle scommesse al fine di renderle fruibili al pubblico agevolando così il proposito delittuoso dell’organizzazione e assicurando cospicui profitti illeciti.

jamm jammI Contaldo impiegavano tali profitti, oltre che per continuare ad alimentare il programma delittuoso, anche per investimenti commerciali. In particolare è stato accertata la riconducibilità e la presenza di investimenti illeciti nel disco bar “Jamm Jamm” di San Valentino Torio (SA), oggetto di sequestro da parte del Tribunale di Salerno.

Oltre all’arresto dei principali componenti dell’organizzazione criminale ed ai sequestri dei beni oggetto di reinvestimento e di quelli con i quali venivano perpetrati i reati contestati, sono state eseguite complessivamente 59 perquisizioni finalizzate alla ricerca di ulteriori elementi investigativi a carico degli altri indagati a piede libero.

Nell’ambito dell’operazione sono state sottoposte a sequestro 23 attività commerciali – tra cui uno studio dentistico abusivo – e beni mobili registrati.

Sono stati anche posti sotto sequestro ed oscurati 11 siti internet illegali, avvalendosi degli specialisti del Nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di finanza, con sede a Roma.

L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di tutela della sicurezza economico-finanziaria del territorio e del contrasto alle fonti di arricchimento illecito delle organizzazioni criminali.

 Finiscono in carcere:

1) CONTALDO Antonio classe ’66

2) CONTALDO Vincenzo, classe ’90

3) CONTALDO Giuseppe, classe ’92

4) CAPUTO Vincenzo classe ’68

5) STANZIONE Carmine, classe ’70

6) MARINO Maurizio, classe ’72

7) TANCREDI Luigi, classe ’65

8) TANCREDI Antonio, classe ’66

Mentre sono ai domiciliari:

9) CONTALDO Patrizia, classe ’69

10) TAGLIAMONTE Luigi, classe ’69

11) SORRENTINO Alfonso, classe ’85

12) AVALLONE Mafalda, classe ’76

13) PASCALE Antonio, classe ’83

14) PEPE Alfonso, classe ’89

15) D’ELIA Salvatore, classe ’65

16) FERRARA Vincenzo, classe ’76

17) DE GIROLAMO DEL MAURO Bruno, classe ’61

18) ATTIANESE Salvatore, classe ’61.

 

Articolo a cura di Annalisa Saggese e Gerardo Stromillo.

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