Oldenburg-Van Bruggen e Nadia Farina, “Ago e filo” da Milano a Baronissi



L’artista Nadia Farina riprende il filo di Piazzale Cadorna ad opera di Oldenburg-Van Bruggen e lo unisce al monumento inaugurato a Baronissi e dedicato ai Lanaioli 

 

E ho cercato, studiato, letto, sperimentato, vissuto, pregato.

 E quelle preghiere mi hanno aiutato a comprendere che, senza l’appoggio di una piccola figura,

 punto fermo nella visione del cielo, non avrei mai potuto accettare le mie tele.

E ho ricordato San Francesco, che per amare di più e meglio le creature del cosmo,

le ha identificate nella umana familiarità.

 E le ho dipinte in quelle figure e le ho unite ad altre tele

in cui vivono tutte le domande che non hanno risposta,

 in un mondo in cui non esiste il Dove, non esiste il Quando, ma nasce la Luce.

Nadia Farina

 

Trama e ordito uniscono Lombardia e Campania.

Perché la Lombardia? Dinnanzi la Stazione della Metropolitana di Milano, Claes Oldenburg e sua moglie Coosje Van Bruggen realizzarono “Ago, Filo e Nodo”.

La scultura Meneghina è divisa in due parti; il filo multicolori che sbuca da un altro punto della Piazza con il nodo finale.

Fu realizzata alla fine degli anni Novanta, inaugurata nel 2000, restaurata nel 2012.

Gae Aulenti in occasione della Conferenza al Politecnico di Milano, dichiarò che i tre colori del filo rappresentano i le tre linee della metropolitana, la forma è un riferimento al biscione presente sullo stemma della città di Milano.

Nell’incipit c’è un riferimento alla trama e l’ordito che dalla Lombardia giunge fino alla Campania, in particolare nella città di Baronissi ad opera dell’artista Nadia Farina ritroviamo ago e filo in questo caso affidati all’arcolaio, strumento utilizzato per dipanare le matasse ed è proprio quello che la nostra artista è riuscita a fare dal Nord al Sud, mettendo l’idea realizzata poi da Gerardo Ceruso.

nadia farina
Arcolaio dedicato ai Lanaioli inaugurato a Baronissi, ad opera dell’artista Nadia Farina

Nel suo percorso Storico-Artistico Nadia Farina inizia proprio da Milano, comune di nascita; le esperienze in qualità di articolista che hanno condotto l’artista al Prof. Flavio Caroli, Ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso il Politecnico di Milano e responsabile scientifico in merito alle attività espositive del Comune di Milano.

Ancora con Flavio Caroli, l’artista collabora presso l’Università degli Studi di Salerno nei corsi di Storia dell’Arte Contemporanea; ha condotto seminari nello stesso Ateneo; è membro dell’Osservatorio Urbanistico della Regione Campania, in qualità di Esperto in materia Artistico Urbanistica, ottenendo anche la nomina di Cultore del Bello, Decreto n. 356 Prot. 7996 24 novembre 2000 del Difensore Civico presso la Regione Campania con incarichi finalizzati al monitoraggio del territorio con lo scopo di individuare l’incuria, il degrado.

Nadia Farina quindi, riprende il filo di Piazzale Cadorna lasciato dalla coppia Oldenburg-Van Bruggen e lo unisce al monumento dedicato ai Lanaioli inaugurato a Baronissi in provincia di Salerno; antica corporazione quella dei lanaioli, per i quali ogni anno nel periodo estivo, viene dedicata quella che viene definita la Giostra, dei lanaioli per l’appunto, un evento che vede sfilare come al Palio di Siena le corporazioni appartenenti ognuna alle frazioni della Città di Baronissi.

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