HomeAttualità"L'Invidia" vola alle finali del Sanremo Rock festival e svela i progetti...

“L’Invidia” vola alle finali del Sanremo Rock festival e svela i progetti futuri

Covid-19
Aggiornamenti

Italia
74,775
Totale Casi Attivi
Updated on 24 October 2021 20:28
37,889FansMi piace
702FollowerSegui
1,500FollowerSegui
250FollowerSegui
980IscrittiIscriviti

Tag
zerottonove.it

“L’Invida” il gruppo rock del salernitano vola alle finali nazionali del Sanremo Rock festival, presto l’arrivo di un album. L’intervista

La band Rock del Salernitano “L’invidia” vola alle finali nazionali del Sanremo Rock festival. Testi irriverenti che si fondono con una musica graffiante sono il marchio distintivo di questo gruppo musicale del salernitano. In occasione della loro partecipazione alla 34esima edizione del Sanremo Rock festival abbiamo intervistato il front-man della band.

Attualmente il vostro gruppo, l’invidia, è composto da 4 persone. Com’è nata la band e come vi siete conosciuti?

“La band nasce due barra tre anni, fa”. Ci racconta Vittorio Mascolo front-man del gruppo. All’inizio suonavo da solo poi man mano ho trovato tutti i componenti, per primi ho conosciuto il batterista Giovanni Caiazza e il sassofonista Antonio Di Filippo. Dopo alcuni progetti si sono aggiunti anche Lorenzo Fiume alle chitarre elettriche e Gino de Filippo al basso. Insieme abbiamo riarranggiato i pezzi che già avevo e li abbiamo trasformati in un EP dando vita anche a due video musicali”.

Dopo tanto impegno arrivano anche i riconoscimenti. L’Invida ha superato le finali Regionali per arrivare all’Ariston ed ora è ufficialmente candidata alle Nazionali per la 34esia edizione di Sanremo rock festival, è la prima volta che vi siete candidati? Avete gareggiato con un inedito oppure con un brano già edito?

“Sì, alle Regionali che si sono tenute a Salerno abbiamo gareggiato con degli inediti che ci hanno consentito di qualificarci per le finali nazionali che si terranno dal 6 all’11 settembre. E’ la prima volta che gareggiamo ad un contest del genere”.

Oltre a concentrarvi sulla gara nazionale avete altri progetti? Quando l’uscita di un album?

Stiamo lavorando già all’album nuovo, ancora non possiamo rivelare la data d’uscita ma pensiamo che nell’arco di un anno sia pronto”.

I vostri testi riuniscono la narrazione di sensazioni strettamente personali con spiccate critiche alla società che ci circonda, in questo modo di scrivere che vi avvicina allo stile dei cantautori rivedi degli artisti che sono stati per il tuo percorso artistico quasi un punto di riferimento?

“Sicuramente mi rifaccio ai cantautori italiani degli anni 70-80, De Andre’, Lucio Dalla, Rino Gaetano, Lucio Battisti. Quando scrivo le canzoni mi rifaccio a questi importanti cantautori italiani cercando ovviamente di contestualizzare i pezzi nel contesto più attuale“.

Il vostro ultimo singolo “Vaffanculo” è un monito di protesta irriverente e più rock che mai che avete indirizzato a “A chi non vede/ A chi non sente/A chi non parla”, versi duri e taglienti. Canti insomma la rabbia verso “chi non porta più rispetto”, questo brano nasce da un’esperienza particolare?

“In realtà il brano nasce da un coinquilino che avevo quando andavo all’università, mi sono ispirato a lui per descrivere un po’ la categoria di persone che ormai non hanno più rispetto di niente“. 

Nel singolo su cui avete costruito il vostro primo video clip “Avere Vent’anni” la paura del futuro che si ha a vent’anni si fonde con l’incertezza di tempi sempre più bui dove vengono meno tutti punti fermi a cui tentiamo di aggrapparci, cosa vi ha spinto a scrivere questo testo così graffiante? Qual è stato il contesto che vi ha ispirato?

“La settimana in cui scrissi il brano fu una settimana davvero particolare, io ero a Roma morì il Papa e nel frattempo cadde il Governo Monti. Una settimana finita nel caos generale. All’epoca avevo vent’anni e mi trovai un po’ spaesato in tutta quella situazione”.

Guardando ai nostri giorni, la pandemia ha dato a tutti filo da torcere tu Vittorio più di tutti l’hai dovuta affrontare in prima linea perché sei un infermiere. Cosa ti ha lasciato questo lungo periodo fatto di privazioni e malessere generale? Credi che riuscirai a raccontare la durezza di questi tempi in un brano?

“Già ho scritto qualcosa con i ragazzi, purtroppo non ci sono i tempi tecnici ma sicuramente più in là abbiamo intenzione di pubblicarla”.