Le tele di Andrea Miglionico



SOFFITTO DEL CONVENTO DELLA SS. TRINITÀ DI BARONISSI.

 

Nato nel 1386 a Capestrano, Giovanni fu buon giureconsulto, tanto che divenne governatore di Perugia, per conto del Re di Napoli e militò tra i ghibellini.
Caduto prigioniero dei Malatesta, quando fu rilasciato si fece frate minore, er a il 1416.
Fu così discepolo di San Bernardino da Siena, con il quale promosse la riforma francescana, fu ottimo predicatore, e fu inviato della Santa Sede in numerosi paesi europei.
Da ultimo predicò la crociata contro i turchi che minacciavano l’Ungheria e nel 1456 prese parte alla battaglia di Belgrado.
Proprio questo episodio lo vede guerreggiante in una delle tre tele che ornano la soffittatura della chiesa del Convento francescano di Baronissi.
Ad un lato della scena appare fiero trattenendo in una mano la spada e nell’altra una croce con una bandiera simbolo di vittoria sull’eresia, mentre ai suoi piedi i corpi senza testa e le teste calve decapitate dei turchi si aggrovigliano.
Scene di battaglia sono anche nel fondo ai piedi di un maniero si vede un gran levare di armi e una gran confusione; in primo piano, nel basso una cavallo caduto con il suo cavaliere mostra sulla coscia le tre lettere incrociate con le iniziali del nome del nostro autore AMF= Andrea Miglionico fece.
Della caduta di questo cavallo, del suo cavaliere e della sua postura, il Giordano ne aveva offerto numerose varianti perché il Miglionico, non ne utilizzasse nemmeno una.
Le sue Conversioni di Saulo e la Morte di Giuliano l’Apostata della Galleria Pallavicini di Roma, sono gli esempi più evidenti in questo modo di rappresentare non solo le difficili costruzioni prospettiche dell’animale al suolo ma anche le studiate espressioni della testa dell’equino, con la criniera scomposta e la bocca bavosa.
C’è infine da dire che Luca aveva più volte trattato anche il tema con il santo in questione: nella Pinacoteca Provinciale di Bari vi è di un San Giovanni da Capestrano in Gloria appare a San Piretro d’Alcantara del 1692, con relativi bozzetto; e sul mercato d’antiquariato londinese è comparso anni addietro un’Apoteosi di San Giovanni da Capestrano riporta dal Ferrari- Scavizzi.
La tela con le due successive può essere circostanziata cronologicamente negli annoi Novanta del Seicento.

Pietro d’Alcantara (1499- 1562) fu un francescano spagnolo, fondatore di una congregazione di francescani riformati ed ebbe grande influenza su Santa Teresa d’Avila.
Sarà per questo che nella tela in oggetto compaiono delle teresiane ad un lato di una tavola imbandita che vede al di qua, i primo piano, con il corpo avvitato e il viso corrugato, il nostro santo che riceve da Cristo il suo sangue in un calice.
C’è un certo ricordo almeno nella fisionomia di Piretro, di quella del medesimo santo del bozzetto della tela barese con San Giovanni da Capestrano in gloria appare a San Pietro d’Alcantara,.
La scena comunque rinvia come significato allegorico all’eucarestia re al sangue versato da Cristo per la redenzione degli uomini.
Ai piedi del santo compare infatti un angelo che rovista in un panciuto paiolo da dove saltano fuori grossi grappoli d’uva, fichi e pere.
U codazzo di angeli nel basso e nell’alto sono intenti a trasportare piatti colmi d’ogni pietanza, tra lo stupore di un religioso e di alcune monache nel fondo.

Scena popolatissima di figure che vede il nostro autore cimentarsi con la prospettiva nella ricreazione di angeli e divinità, memore della lezione lanfranchiana e giordanesca.
La composizione si articola per piani partendo dal basso e precisamente da una breve porzione di una pedana circolare dalla qual prendono corpo le prime figure di angeli suonatori, forse Davide con l’arpa e donne orchestrali.
Poi più in alto, iniziano a spuntare francescani e francescane.
Si intravede forse la domenicana Santa Rosa da Lima e San Francesco, inginocchiato in obbediente nella gestualità, alla visione della Trinità, che completa la scena dall’alto.
Tutto intorno a queste figure centrali uno stuolo di angeli, confratelli del santo, un vescovo con il pastorale, angeli svolazzanti tra soffici nubi e ad un angolo c’è Mosè con le tavole della Legge.

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