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La video-modernità secondo Alessandro Paolo Lombardo: TV, cinema e video-arte a confronto

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Updated on 1 October 2022 20:09
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Fahrenheit 089 è alla sua 4° settimana: dopo i romanzi noir di due scrittori di Salerno, il saggio sulla pittura naif di una storica dell’arte dell’avellinese, questa settimana proponiamo il saggio di un giovane critico di Benevento: Alessandro Paolo Lombardo.

Il libro ha per argomento la video-arte in epoca moderna: il tema è senza dubbio attuale, ma Alessandro Lombardo ha il merito di svolgere una trattazione ricca ed esaustiva che parte sin dagli anni ’50. I primordi della video-arte si devono far risalire alle sperimentazioni di Rauschenberg e di John Cage in tema di materializzazione dell’arte. Lombardo parte, infatti, sin dalla nascita ufficiale dell’happening con i 18 Happening in 6 Parts di Alan Kaprov. E’ nella convinzione dell’autore che la storia della video-arte non possa non saldarsi con le forme artistiche effimere, per diversi motivi che nel saggio saranno sviscerate. Tra gli altri, basti pensare a quale importante mezzo di espressione sfrutta l’happening, ovvero il ciò-che-accade. Ma si capisce ben presto che questo stesso mezzo può essere manovrato e distorto.

L’analisi di Alessandro Lombardo spiega tutto questo divenire delle forme artistiche attraverso i decenni, con una semplicità che non è mai banale: così i suoi riferimenti: da Belting, a Perniola, a Merlino della Spada nella Roccia della Disney. Puntuale è anche nel ricostruire la storia della nascita della televisione, sino ad arrivare ai modi in cui si è invece sperato in una distruzione della televisione da parte di Wolf Vostell: costui, infatti, ‘uccide la tv’ (che non è più un luogo di creazione, ma simbolo negativo del potere mediatico).

Il vecchio Colosseo sorge dove si trovava un lago artificiale fatto realizzare da Nerone per la sua Domus Aurea, usurpando un terreno pubblico. Vespasiano destinò il nuovo spazio ad uso pubblico con un gesto di forte propaganda mirante ad evidenziare la differenza tra il vecchio e il nuovo principato. Similmente la televisione, che sembrava incarnare nuove istanze democratiche, non ha sancito che l’avvento di un nuovo potere

E’ quanto afferma Lombardo, parlando dell’esperimento Colosseum di Park. ‘I primi video-artisti riconobbero subito nella televisione la macchina del consenso e dell’irriflessività’, idee molto attuali queste nel contesto quotidiano: irriflessività e manipolazione della coscienza sono infatti le principali tematiche del dibattito sul presente della società e della politica italiana. Per questi motivi, sin dagli anni ’70,  tra gli artisti vigeva lo slogan: ‘Videotape is not television’.

Uno tra i punti di pregio del libro è che è ricco di vari riferimenti, che corrispondono senza dubbio alla vastità degli interessi dell’Autore, ma l’essere variegato del volume è accompagnato dalla puntualità dei riferimenti bibliografici.

Tra i migliori capitoli segnaliamo senza dubbio il terzo: ‘Pelle nuova alla mummia. Dal cinema sperimentale alla video arte’, dove i riferimenti cronologici sono ancora molto ampi, da Warhol sino a Bill Viola, passando per Man Ray, primo a liberare il suo film dall’eredità delle vecchie arti privandolo di ogni struttura contenutistica.

Altro capitolo interessante riflette sul ruolo della luce; essenza di ogni opera d’arte e mezzo espressivo denso di significato, dalle tessere dorate delle cattedrali medievali alla luce ‘impietosa, o forse pietosa?’ di Caravaggio fino alla descrizione di come nella video arte ‘non si modella più la struttura in funzione della luce, ma si modula la luce in funzione della struttura’. La video-arte può infatti, essa stessa, generare luce.

Da un punto di vista stilistico non possiamo che consigliare la scrittura di Lombardo, scorrevole, chiara e che non cade mai nella banalità, ma nemmeno in arzigogoli intellettualistici senza senso. E per chi crede che la forma è sostanza, questo è davvero un punto a favore. Ecco alcuni esempi:

Gli è bastato (al cinema, ndr) per non spaventare, seguire la lezione della realtà: guardare l’orologio una volta ogni tanto, senza fissarsi davanti a un pendolo per scoprire quanto può essere lungo e terribile un minuto

Il bizzarro destino delle cose fondamentali è la declassazione. Raramente capita di pensare la luce osservando un’opera d’arte, esattamente come, respirando, non si dà assolutamente rilievo all’esistenza dell’aria’.

Su questa bella frase sulla ‘declassazione’ (che porta a diverse riflessioni sulla video-arte, sul mondo, sull’esistenza degli affetti e sugli orologi a pendolo) lasciamo Alessandro Paolo Lombardo, sperando di ritrovarlo in prossime e altrettanto ben riuscite pubblicazioni.