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Grassadonia, aggressione alla figlia: parlano moglie e tifosi

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Updated on 19 May 2022 21:13
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Sull’aggressione alla figlia di Grassadonia è intervenuta anche la moglie. Non è mancata, poi, la risposta degli ultras della Salernitana

Nella serata di ieri la figlia diciottenne di Gianluca Grassadonia, tecnico del Pescara, ha subito un’aggressione. Un gesto da condannare e sul quale bisognerà indagare per capirne a fondo la dinamica. Perché prima di scagliarsi contro un’intera città bisognerebbe essere certi di quanto è accaduto. E, a prescindere da come sia andata, certo non si può assediare un’intera tifoseria per le azioni scellerate di qualche stupido che autonomamente pensa di ergersi a paladino della Salernitana, dimostrandosi in realtà nient’altro che un imbecille.

E così ecco servito sul piatto d’argento il pretesto per attaccare un popolo che sta vivendo un sogno, che mastica pane ed ansia da giorni e che vorrebbe soltanto godersi questo momento, senza dover rischiare di leggere le ridicole aggressioni dei giornalisti-tifosi delle rivali calcistiche della Salernitana. Non è corretto fare di tutta un’erba un fascio, e non sembra nemmeno corretta (oltre che insensata), la scelta del Pescara di sospendere gli accrediti per la gara di domani ai giornalisti di Salerno.

Intanto anche il sindaco Vincenzo Napoli ha testimoniato la propria vicinanza alla famiglia Grassadonia, ribadendo che “non permetteremo a nessuno d’infangare Salerno e di oltraggiare la civile e corretta passione granata confondendola con il gesto di qualche isolato sconsiderato”.

Il commento di Annabella Castagna

Sull’accaduto è intervenuta Annabella Castagna, moglie di Gianluca Grassadonia, tramite il suo profilo Facebook: “Dopo cinque giorni di minacce e insulti dirette alla nostra famiglia, la follia consumatasi questa sera è intollerabile. Nostra figlia, appena diciottenne, è stata minacciata e aggredita con spintoni e calci affinché il papà capisca… Tutto questo per una partita di calcio. Ci auguriamo che questi criminali, ben lontani dall’essere tifosi, vengano identificati al più presto, anche perché questa è la prima volta in cui il bersaglio della violenza è stato un componente della nostra famiglia. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno mostrato solidarietà in queste ore così tristi e concitate, ma ci sembra chiaro, ora più che mai, che la nostra vita continuerà lontano da Salerno. Ci auguriamo che civiltà e rispetto possano divenire prerogativa di tutti”.

Gli ultras granata rispondono

La risposta dei tifosi della Salernitana non è mancata, e non poteva che essere a difesa della giovane figlia di Grassadonia. Una risposta, dunque, che condanna il becero atto ma che vuole anche proteggere l’intera tifoseria dall’azione individuale di qualche stupido. 

Il Direttivo Ultras

Apprendiamo da alcune testate giornalistiche e testimonianze di alcuni amici del grave episodio avvenuto alla figlia di Grassadonia allenatore del Pescara da parte di alcuni ragazzi. Aggressioni verbali e minacciose inerenti alla prossima gara ad una ragazza che non ha colpe. Prendiamo le distanze da tali personaggi che non hanno nulla a che fare con il vero tifo salernitano. Da ultras ci sentiamo responsabili di dare insegnamento ai ragazzi in curva perché prima di tutto siamo uomini e padri. Questo schifo è solo frutto di cattivi esempi e sporca il nome di Salerno. Vergognatevi! Ci sentiamo di essere solidali, inoltrando un forte abbraccio a sua figlia Paola“.

Gli Ultras Centro Storico

Domani saremo all’ultimo atto di una stagione fantastica che ci sta permettendo di sognare. Qualcuno però non meriterebbe ciò. Qualcuno è venuto meno all’etica e ai valori che noi ultras portiamo avanti con enormi sacrifici. Qualcuno in modo vile ha tentato di infangare quanto di buono fatto in questi anni. Qualcuno non merita di essere Salernitano. Qualcuno ha mancato di rispetto a chi come noi da sempre porta in alto il nome della città. L’euforia di questi giorni non deve portare a gesti che non rappresentano il nostro stile di vita. Essere Ultras non è questo. Poniamo le nostre scuse alla famiglia Grassadonia per l’accaduto”.

Il Direttivo Salerno

Un punto per marcare la differenza. Parole, gesti, azioni devono trovare sempre la giusta via. Dalla viltà di quanto accaduto prendiamo le dovute distanze. Condanniamo senza mezzi termini un gesto vile che non rappresenta la cultura e il modo di fare della nostra tifoseria e del nostro modo di essere ultras. Solidarietà a Paola”.