Giù la maschera, Silvio Orlando parla di parole e solitudine



giù la maschera

“Si nota all’imbrunire” è il titolo della commedia di cui Silvio Orlando ha parlato all’incontro di ieri di “Giù la maschera”

All’ultimo appuntamento di “Giù la maschera” ospite Silvio Orlando e la sua compagnia, per parlare con il pubblico del suo spettacolo “Si nota all’imbrunire”.

“Questa è la storia di un uomo che, a un certo punto della sua vita, decide di sedersi e attendere che il mondo giri intorno a sè” è l’incipit di questo incontro i Giù la maschera.

Nata dalla collaborazione con la regista sperimentale Lucia Calamaro, questa storia racconta di una famiglia composta da un padre, suo fratello e due figli e due figli. Il capofamiglia a un tratto decide di isolarsi, perchè si sente stanco della vita e di tutti.

A tal proposito, Orlando cita Sartre: “L’inferno sono gli altri”. Ma sono tante le citazioni intelettuali: da Eduardo a Rucello fino a Moliere. Il pubblico di Giù la maschera, ha saputo interagire con lui e gli altri componenti e si è dimostrato preparato.

Questo il motivo per cui vanno in scena le parole, e non solo. La potenza del silenzio, il suo phatos e la sua funzione comunicativa, è la protagonista in un mondo dove contano soltanto l’apparenza, e parole. Tante, anche inutili.

“L’incapacità di vivere è diventato un fenomeno di massa” continua l’attore, che fa un parallelismo con i social: grazie ad essi è possibile comunicare con chiunque, anche dall’altro capo del mondo, ma il paradosso è che, in questo modo, aumenta la solitudine

Si può avere la possibilità di comunicare, ma manca la comunicazione di qualità, fatta di comprensione ed empatia. E ciò rende la vita buia e vuota, un po’ come il protagonista.

“Si nota all’imbrunire” sarà ripetuto fino a domani, fino a domenica 16 febbraio.

 

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