Qual è il contributo che la filosofia può dare per la comprensione del sapere teologico nell’ottica di un possibile dialogo interreligioso? Questo uno degli interrogativi al centro del dibattito tenutosi all’Università degli Studi di Salerno

La filosofia del dialogo interreligioso tra tradizione e contemporaneità, questo il tema al centro del convegno odierno, una iniziativa organizzata dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale e dal Centro Interdipartimentale di Filosofia Tardo-antica, Medievale e Umanistica (FiTMU).

Tentativo del dibattito mattutino è stato quello di ripensare le risposte che la tradizione filosofica ha fornito in merito al tema alla luce degli orientamenti contemporanei. Tra prospettive tratteggiate ed orizzonti possibili la domanda che è lecito porsi è: come e in che termini sia possibile incontrare “l’altro”, porsi in ascolto, se di per sé l’adesione ad una religione comporta l’adesione ad una verità assoluta – nel caso delle religioni monoteistiche rivelata- che pare precludere ogni possibilità di dialogo?

Una delle risposte plausibili, considerate le aporie proprie del pensiero e di ogni discorso umano che tenti di pensare o dire il “divino”, è che una filosofia del dialogo interreligioso sia possibile soprattutto trovando quanto c’è di comune, di umano in un orizzonte condiviso e plurale. 

Il Prof. Aurelio Tommasetti, Rettore dell’Università degli Studi di Salerno ha dichiarato: “Discutere della possibilità di un dialogo tra le religioni qui all’Università degli Studi di Salerno e con autorevoli docenti provenienti da diversi Atenei italiani costituisce sicuramente uno stimolo a riflettere. Il tema del dibattito non è distante dallo scenario attuale: il fenomeno dell’immigrazione di massa degli ultimi anni l’ha posto come una questione prioritaria. Discutere, essere fonte di ricerche, proporre una didattica di qualità come quella del nostro Ateneo contribuisce ad aprire un dibattito etico-civile”. 

“L’iniziativa di oggi nasce da una tradizione radicata all’interno dell’Università degli Studi di Salerno perché un insegnamento di filosofia del dialogo interreligioso è attivo dal 2005 che è stato uno degli elementi caratterizzanti del nostro corso di Laurea Magistrale in Filosofia” ha sottolineato il Prof. Giulio d’Onofrio, Direttore del Centro Fitmu e promotore del convegno. Da alcuni anni poi è nato il Centro Studi in Filosofia tardo antica, medievale e umanistica che ha tra le proprie sezioni di studio una dedicata ai rapporti tra intelligenza e fede. Il dibattito di oggi cerca di verificare fino a che punto la ragione umana è in grado di stabilire un ponte, un collegamento tra le varie religioni che pur ponendosi come assolute, ciascuna come veridica e contrapposta all’altra sono pur sempre religioni di uomini che hanno motivo di comunicare e condividere la verità sul piano razionale, filosofico”. 

Tra i relatori della tavola rotonda mattutina il Prof. Massimo Cacciari, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ha evidenziato: “Le fedi religiose comportano un’etica della convinzione, comportano la fede in una verità rivelata. In ogni fede emerge anche la questione relativa al fatto che le parole che utilizziamo per esprimere questa verità rivelata sono parole umane per cui non possono essere identiche alla verità. Il nostro parlare di Dio non può essere la parola di Dio e quindi giocando su questa differenza si può dare un modus, una misura al nostro discorso. Da questo punto di vista bisogno tener presente che la nostra verità come quella degli altri ha un carattere sempre congetturale”.