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Il ricordo di Eduardo De Filippo

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Updated on 27 September 2020 9:15
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Il 31 ottobre 1984 moriva una vera e propria icona di Napoli e del teatro, Eduardo De Filippo. Domani ricorreranno i trent’anni dalla sua scomparsa

Eduardo De Filippo, una vera e propria icona di Napoli e del teatro italiano si spense trent’anni fa, precisamente il 31 ottobre 1984, lasciando un grande vuoto nel mondo dell’arte e della drammaturgia.

Domani le sue parole rivivranno nell’aula del Senato attraverso la voce del figlio Luca, che leggerà alcuni stralci dell’intervento fatto dal padre nel 1982, con una celebrazione che sarà aperta dal Presidente Pietro Grasso.

Eduardo De FilippoCirca trent’anni fa (23 Marzo 1982), infatti, Eduardo de Filippo, senatore a vita (nomina che aveva ricevuto l’anno precedente), in quella stessa aula dove domani si terrà la cerimonia del suo ricordo, rivolgeva un’interpellanza all’allora Ministro di Grazia e Giustizia, Clelio Darida, sulla condizione dei giovani detenuti nell’Istituto “Filangieri” di Napoli, in occasione della quale parlò anche di sè stesso e del suo lavoro rivendicandone la valenza sociale.

Inoltre alcune sue parole, riferite al capolavoro “Napoli Milionaria”, che saranno riportate di seguito, sembrano avere enormi riscontri ancora oggi: “Ho trattato vari problemi del nostro Paese, primo fra tutti la questione morale, poichè solo su una base morale l’uomo attraverso i secoli ha edificato società e civiltà[…] Tenendo conto delle proprie necessità economiche e delle fonti di ricchezza dalle quali dipende il proprio benessere, l’uomo si è sempre creato regole di comportamento etico che ha dovuto poi proteggere con le leggi. È ovvio che queste norme con il passare del tempo e con l’accrescersi delle conoscenze scientifiche dell’uomo diventano anacronistiche e vanno cambiate, e assieme ad esse le leggi. Il guaio succede quando si è costretti a vivere nel vortice sfrenato del consumismo di oggi obbedendo a leggi vecchie e superate. E’ inquesto, a mio parere, consiste la presente ingovernabilità del nostro Paese; insomma ogni giorno noi italiani ci troviamo di fronte al solito nostro tempo o fuori delle nostre leggi”.

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