Eboli, la Guardia di Finanza entra in comune e il sindaco spiega il perchè



eboli

Ha fatto discutere la visita della Guardia di Finanza in comune: il sindaco per evitare equivoci ha deciso di spiegare l’accaduto

Risale a pochi giorni fa il blitz della Guardia di Finanza al comune di Eboli. Le prime voci che sono iniziate a circolare subito dopo l’accaduto spiegavano che le Fiamme Gialle avevano sequestrato alcuni atti del comune ma in realtà, come ha tenuto a sottolineare il sindaco Massimo Cariello, la documentazione che è stata acquisita riguarda sanzioni relative al codice stradale, che non risulterebbero nei registri di Equitalia.

I fatti sono quindi questi: in seguito ad un esposto sulle azioni di alcuni vertici comunali e della Polizia Locale, in cui ci sarebbero delle inesattezze, la Guardia di Finanza ha deciso di fare chiarezza entrando in Comune per poter acquisire i documenti necessari per risolvere il caso.

L’esposto presentato riguarda il mancato pagamento di sanzioni del codice della strada per quasi 200mila euro. Questo mancato pagamento sarebbe spiegato dal fatto che nel 2011, anno a cui risalgono i primi fatti, un decreto costrinse i comuni a non iscrivere più le sanzioni a Equitalia ma a società specializzate. Questo decreto divenne ufficiale il 1 gennaio 2012, e le sanzioni, quindi, dal quel momento non furono più comunicate ad Equitalia.

La Soget, la società a cui furono affidate le riscossioni, firmò l’accordo solo nel 2014, ovvero a distanza di 2 anni dall’approvazione del decreto. Il nodo della questione risiederebbe in questo ingarbuglio burocratico: infatti le sanzioni scattate nei due anni tra il 2012 e il 2014 risulterebbero non incassate né da Equitalia né dalla Soget. Ora bisogna capire di chi è la responsabilità.

Leggi anche