Depurazione e ASIS Salerno: per raggiungere l’optimum ci vuole ancora un po’ di tempo

Depurazione e ASIS Salerno
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Intervista al direttore ASIS Salerno Giuseppe Giannella per chiarire lo stato della depurazione delle acque marine e dei  bacini fluviali  che insistono sulla fascia costiera foce Sele-Salerno

È ormai un dato di fatto che fare vacanze al mare sul litorale Salerno-Campolongo vuol dire per i bagnanti fare un tuffo nel traffico, un gran bagno di sole, una doccia dopo l’altra e limitarsi ad ammirare il mare dalla giusta distanza per poterne apprezzare una trascorsa e lontana bellezza. Cittadini arresi, rassegnati forse, ma perché anche ignari?
Questo è il motivo che ci ha portati presso la sede dell’ Asis di Salerno: fare chiarezza sulla annosa e delicatissima questione della depurazione che interessa la fascia costiera compresa tra il litorale salernitano e quello di Eboli e capire cosa si sta facendo per risolvere il problema. A parlare con noi il direttore ing. Giuseppe Giannella:

Il depuratore di Tavernola dopo il maxi investimento da 3 milioni di euro avrebbe dovuto trattare 200 litri/secondo, di fatto non si riscontra tale capacità. Come si spiega?

“Attualmente il depuratore di Tavernola non è in grado di trattare tutti i liquami che vengono collettati a causa di motivi che risalgono al 2011. Infatti in tale periodo l’ASIS presentò un progetto all’amministrazione comunale diretta dall’allora sindaco Santomauro per il potenziamento del depuratore. Questo progetto però non andò avanti perché SOGESID SPA (la società di ingegneria e di assistenza tecnica «in house providing» del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) avocò a se’ la progettazione prendendola , per alcune parti tal quale al nostro progetto, per altre scostandosene”.

Cosa prevedeva il progetto SOGESID che invece non prevedeva il progetto ASIS e viceversa?

Premetto che l’impianto di depurazione è formato da una linea liquami (scarichi) e da una linea fanghi (sottoprodotti della depurazione). Il progetto della società SOGESID prevedeva di arrivare a vagliare fino a 200 litri di portata al secondo per la linea liquami mentre prevedeva per la linea fanghi una portata di soli 50 litri al secondo. All’opposto il nostro progetto aveva l’obbiettivo di potenziare sia la linea liquami che la linea fanghi raggiungendo una capacità di trattamento pari a 150 litri al secondo. Il che oggi forse ci avrebbe consentito di trattare poco più della metà delle acque di scarico. Il resto della portata sarebbe stata convogliata in collettori. Inizialmente il nostro progetto fu approvato dal comune di Battipaglia, ma successivamente, in seguito allo scioglimento dell’amministrazione e al commissariamento, fu preferito il progetto SOGESID forse perché portato avanti da una struttura ministeriale. Noi all’epoca bocciammo quel progetto”.

A proposito di Coda di Volpe, c’è stato un bando di gara indetto appunto dall’Asis, per i nuovi collettori tra Eboli e Battipaglia. Il bando è scaduto il 7 marzo: quale esito ha avuto?

“Il depuratore di Coda di Volpe è attualmente appaltato. A settembre si spera che inizino anche i lavori. Il progetto per questo impianto prevede una serie di collettori che porteranno i liquami provenienti dalle fognature di Tavernola e di Macchioncello. E’ probabile che saranno messi in opera tra sei mesi un anno”.

Attualmente in quale situazione versa il depuratore di Tavernola?

Proprio in questi giorni si sta procedendo alla installazione della griglia meccanica e del rotostaccio preposti al trattamento della linea liquami. L’impianto arriverà così ad una capacità di 150litri/secondo. Il problema però resta perché i fanghi prodotti dalla linea liquami non sono lavorati dalla linea fanghi. E’ per questo motivo che stiamo intervenendo attraverso l’acquisto, a mezzo gara d’appalto, di una centrifuga così da portare il depuratore a lavorare circa il 70/80% della portata“.

In quale  situazione versa il mare della nostra fascia costiera?

“Dal Picentino fino verso la città di Salerno è quasi tutto collettato. Purtroppo quello che non si può prevedere e fermare sono gli scarichi abusivi occasionali. Anche quelli sistematici a volte passa molto tempo prima che vengano scoperti”.

Quale area comprende “Il grande Progetto, risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali” sostenuto con i Fondi POR Campania 2014-2020?

“Riguarda le aree interne da Salerno fino a foce Sele: il progetto prevede il completamento dei collettori che confluiranno i reflui nell’impianto di depurazione centrale salernitano”.

Perché mettere in atto questo grande intervento ha richiesto decenni? Non si poteva fare prima?

Purtroppo spesso mancano i fondi, oppure il fermo è dovuto a lungaggini burocratiche, altre volte situazioni in sede di affidamento hanno bloccato gli interventi o ancora è capitato che i finanziamenti sono arrivati ma non si è riusciti ad investirli nei tempi dovuti. Da quando la gestione del servizio è diventata industriale uno sforzo si sta facendo anche intervenendo con fondi propri quando risultano compatibili con le risorse di bilancio. I comuni hanno difficoltà ad intervenire con proventi propri. C’è una carenza di infrastrutture alla quale si sta cercando di rimediare ma per raggiungere l’optimum ci vuole ancora un po’ di tempo”.