Città della scienza: per Chiariello ci vuole più Amore



Dismesse le acciaierie, nel polo industriale di Bagnoli (Na), negli anni ’90 è nata la “CITTA’ DELLA SCIENZA” di Napoli anche grazie alla forte volontà della Fondazione IDIS. Volontà questa per favorire, oltre lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, soprattutto lo sviluppo e la promozione di iniziative di interesse sociale quale la tecnologia e la scienza.

Struttura tipo della Città della Scienza di Napoli

Migliaia di metri quadrati dedicati a fenomeni scientifici, anni di lavori ed interessi planetari sotto il profilo tecnologico e scientifico, in un attimo andati in fumo a causa di qualche scellerato. Il mio cuore l’altra notte si è subito lacerato alla notizia dell’incendio avvenuto là dove i nostri territori e la nostra gente avevano qualche barlume, un lumicino … un micromiracolo potenziale. Dobbiamo essere consapevoli che ognuno di noi è stato svuotato perché derubato di qualcosa a cui, anche se inconsciamente, tenevamo molto.

Città in fiamme

Occupandomi di calcio, si parlava del Napoli e non ho potuto lasciare al caso le considerazioni fatte dal noto e bravo giornalista Paolo Chiariello.

Paolo Chiariello : “Anch’io  ho la passione del calcio. Sono appassionato di calcio e sono appassionato del Napoli. Il Napoli è un bene immateriale, il Napoli è come San Gennaro è un bene che appartiene a tutti quanti  Noi, non è solo tradizione. E’ la nostra storia, la nostra carne, il nostro sangue. Dico:  perché non avere lo stesso amore per la città così come per la squadra azzurra. Il problema, ripeto, non è  ‘ LA CITTA’ DELLA SCIENZA ‘  che possiamo ricostruire. Il problema nel complesso è avere amore per la città, perché non abbiamo più rispetto per tante cose importanti che ci sono in questa città. Non abbiamo rispetto per  le condizioni in cui si trova Palazzo Reale, non abbiamo rispetto per le condizioni in cui si trova Castel dell’Ovo, non abbiamo più rispetto per il mal del Pendino (quartiere di Napoli con monumenti e chiese storiche).

Biblioteca Girolamini

E potrei fare tantissimi altri esempi: non abbiamo nessun rispetto e nessuna memoria perla Biblioteca Girolamini, che è stata letteralmente spogliata e depredata, non abbiamo più rispetto per tante altre cose . Si ipotizza, a seguito anche di alcune dichiarazioni del Sindaco De Magistris a proposito, di un disegno criminale, io lo dicevo anche ieri che  sono troppi gli indizi che fanno pensare che dietro a questo incendio  non c’è un destino beffardo,  ma potrebbe esserci una manina criminale. E speriamo che gli inquirenti riescano a capire quale è questa mano criminale. Lasciando questo compito “a chi è preposto”, ci tengo a ribadire che il problema è sempre lo stesso e che tutti dobbiamo cercare di amare di più questa città, per far sì che spariscano dalla nostra storia pagine buie come queste”.

 

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...