HomeAttualitàCISL Università, allarme per le attività dei Policlinici Universitari di Napoli

CISL Università, allarme per le attività dei Policlinici Universitari di Napoli

Covid-19
Aggiornamenti

Italia
74,775
Totale Casi Attivi
Updated on 24 October 2021 19:28
37,889FansMi piace
702FollowerSegui
1,500FollowerSegui
250FollowerSegui
980IscrittiIscriviti

Tag
zerottonove.it

CISL Università chiede intervento del Ministero per salvaguardare le attività dei Policlinici Universitari di Napoli

CISL Università chiede l’intervento dei Ministri della Salute e dell’Università e l’accertamento delle responsabilità alla Corte dei Conti: regole disattese e carenza di personale mettono in predicato le attività dei Policlinici Universitari di Napoli.

A denunciare le criticità sorte in Campania è la Segreteria Nazionale della CISL Università, con una nota inviata al Ministro della Salute, Roberto Speranza e alla Ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, preoccupata per quanto sta accadendo nei due Policlinici Universitari di Napoli, le AOU “Federico II” e “Luigi Vanvitelli”, ove oltre alle gravi carenze di personale dovute ai limi, al turn over imposto dalla Regione Campania si aggiunge la violazione delle regole di settore conseguenti ad una singolare interpretazione della norma fornita dalla Direzione Generale per la tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario e dalla stessa Regione Campania che ha costretto il Sindacato maggiormente rappresentativo del comparto Istruzione e Ricerca a richiedere l’intervento della Corte dei Con, e l’accertamento delle eventuali responsabilità, in considerazione, peraltro, delle ripercussioni sui corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Professioni Sanitarie dell’Università di Napoli “Federico II” e dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Nella nota inviata ai Ministeri il Segretario Generale della CISL Università, Francesco De Simone Sorrentino rappresenta che sull’intera vicenda è dirimente il recente parere rilasciato dall’ARAN, formulato su specifica richiesta dell’Ateneo “Federico II” al fine sia di accertare l’identificazione dell’area contrattuale di riferimento per il personale assunto autonomamente dalle AOU, nonché l’intervento dell’Ispettorato per la Pubblica Amministrazione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica che confermano le rivendicazioni del Sindacato.

Appare una banalità” rappresenta De Simone Sorrentino, “ma sembrerebbe che la Direzione regionale non riesca a comprendere che in assenza delle attività formative rese dai Policlinici, la Sanità pubblica (ma anche quella privata) non disporrebbe di professionisti da reclutare per far fronte alle esigenze assistenziali del SSN e nella fattispecie di quelle della Regione Campania. È a rischio, infatti, non solo la continuità assistenziale dei Nosocomi di formazione napoletani ma anche la tenuta delle rispettive scuole di Medicina a cui potrebbe mancare il supporto assistenziale necessario a qualificare l’attività didattica e di ricerca. La Regione rimuova subito i vincoli imposti alle AOU che limitano il turn over al 25%, consenta il reclutamento di tutto il personale occorrente per garantire i LEA e il supporto alle attività formative, le Aziende concertino la programmazione con gli Atenei “Federico II” e “Vanvitelli”, si riveda l’organizzazione del lavoro in modo da alleviare i turni di servizio del personale ormai non più sostenibili, si consenta di creare opportunità di stabilizzazione per il personale che vive una odiosa condizione di precarietà da anni, si riattivino le relazioni sindacali con i soggetti titolari per superare anche le tante criticità derivanti da una mancata o parziale applicazione dei contratti di lavoro.

E’ necessario che la Direzione Generale per la tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale e la Regione Campania conformino la loro azione al dettato normativo e contrattuale vigente per come rappresentato dall’ARAN e dal recentissimo l’intervento dell’Ispettorato per la Pubblica Amministrazione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, evitando ulteriori iniziative che porterebbero solo al collasso delle Scuole di Medicina con consequenziale indisponibilità di nuovi professionisti medici e sanitari”.