Cesare Cremonini, luminoso ed istrionico per la notte del Palasele di Eboli

Cesare Cremonini

Tra coriandoli e fuochi pirotecnici, Cesare Cremonini si traveste da showman per i suoi “Possibili scenari” che fondono perfettamente la teatralità con la musica

Dal nulla e mescolando le tonalità scure del suo completo a tinte animalier con il buio della sala. Si è presentato così Cesare Cremonini sul palco del Palasele di Eboli, per dare il via all’unica data Campana del suo “Cremonini Live 2018” che costituisce il prosieguo naturale dello show portato in giro la scorsa estate nelle più importanti arene calcistiche della nostra penisola.

Dopo aver affidato il tragitto dei suoi passi ad alcuni ledwall posizionati nella porzione centrale del palco, ed impostati per proiettare e seguire istantaneamente tutti i suoi movimenti verso il pubblico, l’artista bolognese si è palesato agli occhi dei fan intento a battere su di una pianola i primi accordi dell’intro di “Possibili scenari”, eseguito in una breve versione totalmente solitaria, che ha successivamente lasciato spazio ai colpi marcati di batteria utilizzati per accendere le mille luci dello stage e dare avvio ad una serata che parte subito in discesa.

Il crescendo melodico del pezzo d’apertura, infatti, si disintegra nel turbinìo di coriandoli esplosi a più riprese nell’atmosfera da club della seguente “Kashmir Kashmir”, la quale a sua volta amplifica l’effetto generale allacciandosi alla gabbia di laser colorati che rende fortemente evocativo il ritmo incalzante di “Padremadre”.

Oltre a mandare totalmente in estasi il pubblico, questo trittico iniziale viene abilmente utilizzato anche per assecondare la comparsa di un ulteriore ledwall mobile, che prima fa da sfondo all’artwork colorato presente nell’ultimo progetto discografico, e poi funge da contenitore trasparente per l’andirivieni di una serie di onde brillantinate, quando decine di smartphone cercano di ritrarre le sensazioni suscitate dall’intonazione de “La nuova stella di Broadway”. Un Cremonini irrequieto ed in occhiali da sole e giacca sbrilluccicosa lo usa addirittura come passerella, mentre il Palasele si sintonizza sulle frequenze di “Lost in the weekend”, prima che esso si trasformi nuovamente per inghiottire e poi sputare la band in una scenografia spaziale quando nell’aria risuonano i ritmi di “Buon viaggio”(Share the love).

Che sia un’andata o un ritorno, al posto del guidatore c’è sempre lui: Cesare Cremonini, unico vero mattatore della serata che mostra continuamente tutte le sue abilità di show-man. Ironico ed affabile nel tenere l’attenzione sempre alta con battute sui suoi testi (“questa frase l’ho scritta io e ancora non ho capito cosa significa”) o sul futuro (“ho capito che non voglio sposarmi, non sono più in tempo”), ma altrettanto serioso, pungente ed istrionico quando si intrattiene con il pubblico per sviscerare ricordi ed aneddoti passati in grado di raccogliere più volte applausi e risate. Ne deriva una confidenza totale che, sommata alla capacità di instaurare una sorta di feeling diretto con i presenti, diviene in grado di rendere particolarmente teatrale ogni suo gesto. E tra un balletto ed un movimento di bacino, che fanno sembrare il palco un piccolissimo lembo su cui muoversi, Cesare trova anche il modo per concedersi un videoselfie con una telecamera, prima di crollare quasi stremato più volte sulla coda del suo pianoforte.

Lo stesso che viene utilizzato per avviare l’immancabile momento intimo della serata, anticipato  da una versione quasi swingata di “Una come te”, che sfocia nell’accenno di “All you need is love”, e durante il quale Cesare unisce la sua voce alle miriadi presenti nell’aria per eseguire, tra le altre, successi amarcord come “Vorrei”, “Vieni a vedere perchè” e “Le sei e ventisei”, che riallacciandosi alla fase iniziale dello show ripropone il crescendo melodioso utile a riprendere fiato ed aumentare nuovamente i decibel.

Il resto lo fanno l’elettronica sparata al massimo tra i fuochi pirotecnici a tempo con il ritornello e gli ancheggiamenti di “Logico#1”, la comparsata in video di Jovanotti che rappa tra gli effetti laser di “Mondo” e la marcia abbozzata da Cesare nel total red della sala per seguire l’andamento de “Il Pagliaccio”, brano che fa da preambolo ad una vera e propria bolgia quando ad essere intonata è l’immancabile “50special”. 

La chiusura è affidata agli effetti pirotecnici che tornano in scena per assecondare le luci tubulari nel simulare un sipario che prima si intravede sulle battute di “Poetica” per poi diventare realtà tra i saluti ed il commiato de “Un giorno migliore”. Quello che si ottiene mescolando abilmente la musica con lo spettacolo, e meno male che “non ha fatto il militare”, altrimenti ne avremmo persi molti di questi giorni.

Con i fuochi di artificio del Cremonini Live 2018 e un altro straordinario sold out si è chiuso alla grande l’eccezionale 2018 live al PalaSele, ma il calendario 2019 a cura di Anni 60 produzioni non sarà da meno: sono già attesi a Eboli, da febbraio in poi, Emma (18 febbraio, ESSERE QUI TOUR – EXIT EDITION 2019), Negramaro (11 marzo, AMORE CHE TORNI TOUR INDOOR), Alessandra Amoroso (23 marzo e 4 maggio, 10 TOUR), Thegiornalisti (28 marzo, LOVE TOUR), Fedez (30 marzo), Ultimo (27 aprile, COLPA DELLE FAVOLE TOUR), Raf-Tozzi (7 maggio) e Marco Mengoni (18 maggio, #MENGONILIVE2019).

Per tutti gli show le prevendite sono già attive. Per informazioni: 089 4688156 – www.anni60produzioni.com.

Galleria fotografica a cura di Alfonso Maria Salsano: