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Celebrazioni liturgiche con il popolo: le indicazioni dell’Arcivescovo Bellandi

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Celebrazioni liturgiche con il popolo: le indicazioni dell’Arcivescovo Bellandi
foto da pixabay

Graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo: tutte le indicazioni da seguire elencate in una lettera dall’Arcivescovo S.E. Mons. Andrea Bellandi

Per una corretta applicazione del Protocollo riguardante la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, firmato dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Interno il 7 maggio 2020, concernente le necessarie misure di sicurezza cui ottemperare, nel rispetto della normativa e delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, viste le numerose richieste di delucidazioni di comportamento da osservare, l’Arcivescovo S.E. Mons. Andrea Bellandi ha elencato alcune indicazioni da tenere presenti.

PREPARAZIONE DELLA CELEBRAZIONE

1) il luogo della celebrazione va scelto, secondo questo ordine di preferenza, tenendo presente la probabile affluenza di fedeli, anche differenziando a seconda dei giorni feriali e festivi:
I. la chiesa parrocchiale o altra chiesa del territorio normalmente adibita per le celebrazioni della comunità;
II. un ambiente parrocchiale, qualora di superficie maggiore (salone, teatro…);
III. uno spazio parrocchiale all’aperto;
IV. uno spazio all’aperto pubblico, per il cui uso occorrerà prendere accordi con l’amministrazione pubblica competente; qualora non si sia in grado di garantire, soprattutto nei giorni festivi, un adeguato ricambio d’aria tra una celebrazione e l’altra all’interno di un luogo chiuso (chiesa, salone, teatro…), si preferisca la scelta di uno spazio all’aperto; si ricorda che, per la celebrazione in uno spazio all’aperto, occorre l’autorizzazione dell’Ordinario e che per esso valgono le stesse disposizioni che il Protocollo e queste
Indicazioni prevedono per la chiesa, ossia:
– il mantenimento delle distanze di sicurezza per il posizionamento di ogni fedele (almeno un metro laterale e frontale: si tenga presente che le distanze possono variare se non tutti assumono contemporaneamente la stessa posizione, come lo stare in piedi, in ginocchio,  seduti);
– la necessità di prevedere opportuni spazi da lasciare liberi (corridoi di almeno due metri) per i movimenti come l’ingresso, l’uscita e l’eventuale processione per ricevere la Comunione;
– realizzare la necessaria igienizzazione (non è necessaria una sanificazione certificata) degli spazi e delle suppellettili al termine di ogni celebrazione;
– indicare precisamente il calcolo della capienza massima disponibile per garantire la distanza di sicurezza (il luogo all’aperto deve essere ben delineato e circoscritto, con la segnalazione dei varchi per l’entrata e per l’uscita che vanno gestiti come quelli delle chiese); il numero massimo di presenze consentito è di 200 persone in luogo chiuso e di 1000 persone in uno spazio aperto.
2) se si celebra in un luogo diverso dalla chiesa si ponga particolare attenzione ai luoghi liturgici (altare, ambone, sede), affinché siano dignitosi e idonei, e all’amplificazione;
3) per determinare correttamente la capienza massima disponibile di ogni luogo della celebrazione, chiuso o aperto, si calcoli la distanza minimale di un metro tra i fedeli (sia lateralmente sia frontalmente) e la presenza di corridoi di scorrimento larghi almeno due metri;
4) nel caso in cui la capienza massima del luogo della celebrazione risulti prevedibilmente insufficiente, si può valutare la possibilità di aggiungere una celebrazione al numero normalmente previsto, lasciando il tempo necessario, tra una e l’altra, per l’igienizzazione ed il ricambio dell’aria; evitare però il moltiplicarsi delle celebrazioni;
5) anche in considerazione delle sollecitazioni che in questa emergenza ci vengono fatte, affinché le persone più vulnerabili rimangano al sicuro a casa, si invitino anziani e malati a restare nelle proprie abitazioni, seguendo la celebrazione eucaristica trasmessa dai canali televisivi e da altri mezzi di comunicazione sociale. Si può eventualmente pensare a trasmettere via streaming una Messa di orario;
6) al momento non si prenda in considerazione l’ipotesi di prenotazione dei posti nel luogo della celebrazione, per possibili problematiche relative alla Privacy, in attesa di eventuali ulteriori indicazioni;
7) fuori dalla chiesa sia esposto permanentemente un avviso, con le informazioni più importanti circa la partecipazione alle celebrazioni (vedi bozza in Appendice);
8) le acquasantiere devono rimanere vuote;
9) non vanno lasciati nel luogo della celebrazione foglietti, libretti dei canti, libri di preghiere e/o altro materiale, cartaceo e non, che può essere veicolo di contagio;
10) è richiesta la igienizzazione e non la sanificazione periodica dell’ambiente delle celebrazioni; per l’igienizzazione previa del luogo della celebrazione e della sacrestia si ricorda che essa deve interessare le superfici, cioè le cose che le persone presumibilmente andranno a toccare (maniglie delle porte, panche, sedie…); la pulizia dei pavimenti può essere fatta come di consueto nei tempi e nei modi più opportuni;
11) per le modalità dell’igienizzazione: su tutte le superfici di panche, porte, ecc. che sono state censite come beni culturali, siano utilizzate solo soluzioni alcoliche al 70% (ad esempio: 400 cl alcool denaturato a 90 gradi, diluito con 100 cl d’acqua); non si usino prodotti a base di candeggina e, chiaramente, sulle opere d’arte – quadri, statue, stucchi, ecc. ecc. – non si utilizzi alcun prodotto; in Appendice si riportano le indicazioni del Ministero della Salute;
12) per l’igienizzazione dei vasi sacri, delle ampolline e di tutta la suppellettile necessaria si
consiglia di utilizzare acqua e sapone – ad esempio, quello di Marsiglia – evitando il contatto con prodotti potenzialmente nocivi; per i microfoni si può applicarvi sopra una protezione o detergerli con un panno leggermente inumidato con soluzione alcolica;
13) nella preparazione di quanto occorre per la celebrazione è necessario igienizzarsi le mani ed indossare la mascherina.

L’ACCESSO AL LUOGO DELLA CELEBRAZIONE

14) per l’accesso al luogo della celebrazione, in chiesa o all’esterno, è necessario evitare
assembramenti ed occorre mantenere sempre la distanza di sicurezza, che in questo
momento, come pure all’uscita, deve essere di un metro e mezzo; se disponibili, usare più porte per differenziare percorsi di ingresso e di uscita;
15) in prossimità dell’accesso occorre che ci siano dei volontari – maggiorenni, muniti dei
dispositivi di protezione e di un segno di riconoscimento (pettorina, badge…) – per favorire
un ingresso ordinato, controllare che tutti abbiano la mascherina e vigilare sul numero delle
presenze consentite in base alla capienza del luogo; uguale azione di controllo sarà necessaria per l’uscita dalla celebrazione; per questo servizio, oltre ai collaboratori
parrocchiali, si invita a sondare la disponibilità di persone addette al volontariato;
16) Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate;
17) si favorisca l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo per loro un luogo apposito per la partecipazione alla celebrazione;
18) in prossimità dell’accesso sia disponibile il liquido igienizzante, di cui i fedeli potranno
servirsi se lo riterranno opportuno;
19) I bambini sotto i 10 anni, qualora presenti in chiesa, possono sedere accanto ad uno dei genitori e non vanno ad alterare il numero della capienza possibile. Gli adulti e i ragazzi sopra i 10 anni, anche se appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono invitati a mantenere la distanza stabilita di un metro, per motivi di ordine e di aiuto al rispetto delle norme da parte di tutta l’assemblea.

DURANTE LA CELEBRAZIONE

20) entrando nel luogo della celebrazione i fedeli prendano posto nei luoghi indicati, a cominciare da quelli più vicini al presbiterio, ed evitino spostamenti non strettamente necessari;
21) il numero di eventuali concelebranti e diaconi va commisurato allo spazio disponibile
nel presbiterio, in modo da consentire il distanziamento di almeno un metro, tenendo presente i movimenti previsti dal rito; la presenza di accoliti, ministri, lettori, cantori e organista deve essere ridotta al minimo indispensabile per una celebrazione che risplenda per nobile semplicità (a titolo di esempio: in questo periodo è bene evitare la presenza di più lettori); non è ammessa la presenza del coro nella forma di gruppo unito, ma solo di eventuali singoli cantori tra loro debitamente distanziati; la processione offertoriale va omessa;
22) anche ai ministri, laici e presbiteri concelebranti, è richiesto di rispettare sempre la distanza di sicurezza di almeno un metro e di portare la mascherina; il lettore, il diacono o il presbitero che si appresta alla proclamazione, può abbassare la mascherina;
23) appare opportuno omettere il bacio all’altare e all’evangeliario/lezionario sostituendolo con un inchino profondo, come pure il segno di croce sul libro all’inizio della proclamazione del Vangelo;
24) anche per uscire dal luogo della celebrazione occorre evitare assembramenti, mantenendo la distanza di sicurezza di un metro e mezzo; conviene che i primi ad uscire siano i più vicini agli accessi;
25) dopo la celebrazione è necessario favorire l’opportuno ricambio dell’aria.

LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA

26) è necessario coprire il calice, la patena e la pisside ciascuna con una palla, che va mantenuta per tutta la durata del rito – incluso consacrazione, elevazione dopo la consacrazione e dossologia – fino al momento della Comunione;
27) per la raccolta delle offerte si esclude la modalità consueta durante la celebrazione, ma si dispongano cestini o contenitori appositi in prossimità dell’ingresso e dell’uscita, con la
presenza di alcuni volontari a presidiare; si informino i fedeli, prima della presentazione
dei doni, spiegando l’importanza di un sostegno economico, soprattutto in questo momento
di emergenza sanitaria, sia per le esigenze della parrocchia che per le famiglie più bisognose e i poveri in genere;
28) nella celebrazione eucaristica si omette il gesto dello scambio della pace e la Comunione può essere distribuita unicamente sulla mano, anche a coloro che eventualmente indossano guanti protettivi;
29) la Comunione di chi presiede, dei concelebranti e del diacono avverrà per intinzione;
al termine, il celebrante principale assumerà il sangue di Cristo e procederà alla
purificazione;
30) E’ consigliabile che il ministro, prima di distribuire la Comunione, proclami ad alta voce:
“Corpo di Cristo” e i fedeli rispondano insieme “Amen”, senza ripeterlo nel momento della
singola distribuzione; altrimenti, nella forma consueta, dopo che il ministro proclama “Corpo di Cristo”, il fedele risponde avendo ancora la mascherina sul volto; dopo che si è spostato, il fedele abbassa la mascherina con una mano, con la stessa assume il corpo di Cristo e dopo rialza la mascherina;
31) per la Comunione dei fedeli, il sacerdote che presiede, dopo essersi comunicato, indossa la mascherina, igienizza le mani ed indossa i guanti protettivi; anche gli altri ministri che distribuiranno la Comunione, dopo aver ricevuto l’Eucaristia, igienizzano le mani ed indossano i guanti protettivi; se non ci fosse la disponibilità dei guanti, è bene accentuare l’igienizzazioni delle mani; ricordiamo però che il Protocollo richiede anche l’uso dei guanti;

32) chi distribuisce l’Eucaristia, con una delle due mani prende la pisside/patena con le particole e con l’altra tocca esclusivamente il corpo di Cristo stando attento a deporlo nella mano del fedele senza alcun contatto fisico con essa; è bene invitare i fedeli a tenere il palmo della mano ben aperto; è assolutamente vietato l’uso di pinzette;
33) circa la modalità della distribuzione della Comunione, se la disposizione del luogo lo
consente e ci sono corridoi per raggiungere tutti, potrà essere il ministro a recarsi presso
ciascun fedele; diversamente, i fedeli formino la processione per ricevere la Comunione
stando attenti ad utilizzare alcuni corridoi per accedere al presbiterio, ed altri per ritornare
al proprio posto; in entrambi i casi si ricordi di rispettare sempre la distanza di almeno un
metro e mezzo;
34) dopo aver distribuito la Comunione, i guanti utilizzati per toccare l’Eucaristia vengano lasciati all’interno di un apposito contenitore con dell’acqua per dissolvere eventuali frammenti del Corpo di Cristo; tale contenitore, chiuso, sia portato in un luogo riservato, e dopo qualche ora l’acqua sia dispersa nel sacrario o in una pianta nei pressi del tabernacolo o dell’altare o di un altro luogo adatto;solo a questo punto i guanti potranno essere gettati, meglio bruciati;
35) conclusa l’orazione dopo la Comunione, si avvertano i fedeli circa le modalità di uscita dal luogo della celebrazione.

ALTRE CELEBRAZIONI

36) ESEQUIE: da lunedì 18 maggio non è più vincolante il numero dei 15 congiunti; valgono tuttavia le prescrizioni richieste per le normali celebrazioni (anche riguardo il numero dei presenti in chiesa);
37) se opportuno, suggerire ai familiari del defunto la celebrazione del rito delle esequie nella sola liturgia della Parola (cfr. Rito delle Esequie, Premesse generali, n° 6);
38) è inoltre necessario evitare che la bara venga toccata dai presenti – tipico gesto di affetto verso il defunto – per impedire che si sovrappongano sul feretro contatti di mani non
igienizzate;
39) Si può optare – qualora vi siano le condizioni e rispettando sempre le norme sopra ricordate – per la celebrazione delle esequie presso il Cimitero.
40) INIZIAZIONI CRISTIANE: si possono eccezionalmente celebrare, evitando di riunire più
catecumeni insieme. Per quelle da celebrarsi in Cattedrale, ci si rivolga all’Ordinario.
41) BATTESIMI: se non si possono differire in data successiva alla cessazione dell’emergenza sanitaria, si possono celebrare, evitando il contesto della Messa domenicale e di riunire più battezzandi insieme;
42) per il segno di croce sulla fronte del bambino nei riti di accoglienza e per le unzioni con l’olio
dei catecumeni ed il sacro crisma il ministro indossi guanti protettivi; al momento di togliere i guanti, faccia attenzione a non toccare con le dita scoperte la superficie esterna dei guanti; al termine della celebrazione, se possibile, tali guanti vengano bruciati. Si ometta il rito dell’Effetà nei riti esplicativi.
43) UNZIONE DEGLI INFERMI: non è permessa la celebrazione comunitaria, ma solo al
singolo fedele;
44) prima di iniziare il rito, il ministro indossi i guanti protettivi; attinga l’olio con il pollice;
successivamente, al momento di togliere i guanti, faccia attenzione a non toccare con le dita scoperte la superficie esterna dei guanti; al termine della celebrazione, se possibile, tali guanti vengano bruciati.
45) Per quanto riguarda le celebrazioni comunitarie delle CRESIME e delle PRIME
COMUNIONI, così come per la celebrazione delle FESTE PATRONALI uscirà nei prossimi
giorni una Nota della Conferenza Episcopale Campana, con indicazioni comuni cui attenersi.
Si ricorda, infine, che le processioni, le visite per la benedizione delle famiglie, gli incontri
e tutte le attività che prevedono assembramento di persone sono ancora sospese, fino a nuova indicazione.

“Nel caso in cui -ha concluso l’Arcivescovo Bellandi- non sia possibile ottemperare a tutte le prescrizioni (igienizzazione del luogo della celebrazione e della suppellettile, personale per regolare l’accesso, ecc.) si suggerisce di prendere contatto con il Vicario foraneo per valutare insieme la possibilità di celebrare nelle parrocchie vicine che possono farlo. Comprendendo bene le difficoltà cui ciascuno di voi sta andando incontro in questo periodo e ringraziandovi per l’attenzione che saprete riservare a queste indicazioni, anche tenendo conto della situazione particolare di ogni comunità, Vi saluto e benedico di cuore.”