Cava, Disfida dei Trombonieri senza il Casale Senatore



Il gruppo trombonieri Senatore non prenderà parte alla Disfida dei Trombonieri. Una “decisione sofferta, ma necessaria”

Quest’anno la tanto attesa Disfida dei Trombonieri sarà orfana degli Archibugieri Trombonieri Senatore. La decisione, presa dagli stessi leoni giallo-nero, è stata resa nota con un lungo comunicato stampa.

Da anni, invero, nonostante accorgimenti di mera facciata, la Disfida vive in uno stato d’inerzia involutiva, che ne mina le fondamenta, in quanto, essendo una manifestazione “giovane” e non sorretta da un forte sostrato storico, appare priva di un’effettiva prospettiva futura.
In merito, a scanso di equivoci, ci si limita ad evidenziare i fatti.

SenatoreLe Amministrazioni Comunali, di tutti i colori politici, da anni, nonostante le disposizioni statutarie prevedano il contrario, non veicolano e disciplinano direttamente l’evento.
Non viene attuata una stretta connessione istituzionale a salvaguardia del patrimonio storico/culturale della Città, non ci si affida a persone terze di alta e provata qualificazione e non si riposizionano i Gruppi di Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri nella loro naturale collocazione di meri “attori protagonisti”, a dispetto di quella attuale di attori, registi, produttori, critici e spettatori o, se si preferisce la metafora calcistica, di tifosi, arbitri e calciatori.
Non viene conferito il giusto valore alle esibizioni dei Gruppi di Sbandieratori, con la previsione anche di gare inserite nel contesto federativo nazionale, anzi si insiste con un ormai antistorico “numero chiuso” dei partecipanti, contrastante con le stesse finalità di apertura proprie dell’associazionismo.
Non viene dato il giusto rilievo neppure alle esibizioni dei Gruppi di Trombonieri, come insegna il definitivo affossamento del Premio “Città Fedelissima”, che pure esportano eccellenti spettacoli in tutta Italia, inspiegabilmente limitati, tuttavia, per precisa scelta da regolamento di Gara, nella propria Città d’origine.
Non vi è alcuna affiliazione, per questi ultimi, a Federazioni di riferimento, a dispetto di quanto avviene per le manifestazioni storico/folkloristiche di un certo spessore; anzi, la Consociazione Nazionale degli Archibugieri, che, in tesi, dovrebbe essere l’Organo di riferimento, plausibilmente non è neppure a conoscenza del fatto che l’80% degli Archibugieri italiani nasce, vive, si riproduce e muore a Cava de’ Tirreni.
Non vi sono, per l’effetto, regolamenti (e loro applicazioni) chiari, comprensibili a tutti e garanti dei diritti e dei doveri dei partecipanti, e vi è una devoluzione, poi, degli esiti della gara di sparo a un ormai anacronistico verdetto insindacabile.
Né, per converso, vi sono innovazioni nella stessa competizione, tali da renderla più avvincente e spettacolare e da conferire il giusto merito al pur elevatissimo profilo, qualitativo e quantitativo, dei singoli Gruppi, che profondono, nessuno escluso, impegno e dedizione assoluta.
Non vi è la dovuta coesione di intenti tra gli “attori”, finalizzata a elevare i contenuti culturali della manifestazione e a farle acquisire il prestigio che pure meriterebbe.
Il nostro contesto è, dunque, anomalo e fortemente autoreferenziale e relega la Città di Cava de’ Tirreni ai margini delle manifestazioni storico/folkloristiche nazionali. Questa decisione, assunta nel settantesimo anniversario del Casale, per quanto condivisa da tutti gli Associati allo scrivente Sodalizio, è stata oltremodo sofferta, essendo la Disfida dei Trombonieri, come attesta l’Albo d’Oro della manifestazione, insita nel proprio Dna. Tale scelta, tuttavia, si è resa necessaria per il rispetto delle generazioni passate, presenti e future che hanno creduto e tuttora credono nella serietà e coerenza della tradizione del Nostro Casale”.

Una scelta, questa, che sta già creando polemiche tra i cittadini e che, ancora una volta, vede la città divisa in due. In molti, poi, si chiedono quale sarà la posizione dell’Amministrazione Comunale.

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